Latte e cioccolata, da scienziati la colazione dei 'cervelloni'

Redazione DottNet | 03/12/2009 18:03

farmaci generici governo sanità-pubblica sindacato Snami aziende- ssn

Cioccolata, caffè e tè per stimolare l'attenzione, pane e fette biscottate con miele e marmellata per fare riserva di energia e non arrivare esausti e affamati all'ora di pranzo, latte parzialmente scremato e yogurt per le proteine. Obiettivo: mantenere alto il rendimento scolastico.

E' la prima colazione degli aspiranti 'cervelloni'. Tagliata su misura, completa e scientifica, caratteristiche fondamentali per garantire il giusto apporto di nutrienti a ciascuno studente, a seconda delle attività in programma fra i banchi di scuola. Parola di Livio Luzi, Professore di endocrinologia e Preside della Facoltà di Scienze Motorie all'Università degli Studi di Milano, che nel capoluogo lombardo ha tenuto una sorta di 'lezione' davanti a una platea di studenti riuniti al Conservatorio Verdi in occasione di TeenAger 2009, evento promosso da Somedia e La Repubblica@scuola. Lo specialista ha messo il primo pasto della giornata sotto un microscopio, studiando scientificamente il rapporto di ciascun alimento con gli effetti sull'attenzione. E per ottenere dati certi si è affidato a tre semplici test che misurano la 'reattività' del cervello: l'analisi dell'onda cerebrale P 300 che "è la prima che compare davanti a uno stimolo", il 'test di stroop' che "consiste nel guardare due diverse schermate su cui compaiono scritte colorate con i nomi dei colori e cronometrare il tempo che passa prima di individuare le differenze", e ancora il 'tapping test' che misura il numero di cliccate che si riesce a fare su un mouse". Strumenti che hanno permesso alla ricerca scientifica di teorizzare la 'colazione perfetta'. "Il 15% delle calorie acquisite nell'arco delle 24 ore deve arrivare dalla colazione - spiega Luzi - E' il fabbisogno necessario per affrontare la prima parte della giornata. Il rapporto fra i diversi pasti deve essere equilibrato. E d'altra parte l'obesità nasce proprio dallo sbilanciamento fra ciò che mangiamo e ciò che consumiamo".