Dai pediatri, i suggerimenti pratici per avvicinare i bambini alla lettura

Redazione DottNet | 04/12/2009 11:55

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Ne è davvero convinto: i bambini sono «nati per leggere ». E difatti con questo nome ha battezzato, dieci anni fa, un progetto che, con la collaborazione di pediatri e bibliotecari, promuove la lettura ad alta voce ai bambini. Spiega Giancarlo Biasini, direttore della rivista Quaderni dell'Associazione culturale pediatri: «Leggere aiuta a crescere e non è mai troppo presto per iniziare ad amare i libri. A sei mesi un bambino è già in grado di interessarsi a un testo a patto che riporti molta 'faccine' perché il piccolo è da subito interessato ai volti, a cominciare da quello della mamma. A un anno arrivano le prime filastrocche accompagnate da tante figure. Ma, attenzione: vanno lette stando insieme, non vale mettere il piccolo davanti a un cd o a un dvd. Quello che attrae il bambino, e gli fa amare le figure, la rima, il libro, sono i genitori, è la possibilità di stare vicino a loro, di ricevere attenzione. I bambini impareranno a voler bene ai libri perché vogliono bene a voi». Da qui l’idea di un decalogo ( vedi qui a fianco) che serva a mamme e papà per diventare buoni lettori.

Le favole - E le vecchie favole, quand’è il loro momento? «Intorno ai 3-4 anni — risponde Biasini,— magari in edizioni semplificate. E a fianco delle fiabe tradizionali c’è oggi un’editoria sterminata, perfino disorientante. Ecco perché ogni anno 'Nati per leggere' cerca di diffondere, attraverso i 1300 pediatri che hanno aderito al progetto, un catalogo con 20, 30 titoli che suggerisce i titoli migliori per le varie età». Meglio se legge la mamma o il papà? «Meglio se leggono insieme, così facendo si crea un momento magico. Si officia un rito, e non importa se dura solo qualche minuto».
«Dire che leggere aiuta lo sviluppo intellettuale è ormai una banalità — ricorda Silvia Perini, docente di psicologia dell’educazione all’Università di Parma — ricerche degli anni Sessanta ci hanno ampiamente dimostrato che i lettori precoci sviluppano un lessico migliore e hanno un progresso cognitivo più rapido. E che hanno un ruolo significativo anche le letture prenatali».
Quale libro - Un libro vale l’altro? «Tutto può servire per avvicinarsi alla lettura, ma è pur vero che a Dante, prima o poi, bisognerebbe arrivare. Non conta solo la scelta del libro, conta tutto il contesto educativo, all’interno del quale è lecito pianificare un percorso. Tutti noi — prosegue Perini — tendiamo a fare qualcosa che ci ha già gratificati, perciò se ci è piaciuto un libro d’avventura ne leggeremo un secondo e un terzo; d’altra parte l’amore per qualcosa porta anche a un’attività esplorativa e perciò probabile che dopo un’indigestione di libri d’avventura, il bambino sia tentato da altri percorsi ed è quindi facile aiutarlo ad ampliare il suo bagaglio culturale». E chi non viene indirizzato proprio da nessuna parte perché ha genitori che non leggono? «Occasioni educative ci sono per tutta la vita, ma questo non deve costituire un alibi per i genitori pigri: ci sono percorsi cronologici che vanno rispettati. Recuperare in seguito, si può, ma non è facile».


Fonte: il Corriere della Sera