Studio italiano: la Dieta Mediterranea è protettiva nei confronti del tumore al seno

Ginecologia | | 04/12/2009 12:12

La Dieta Mediterranea è in grado di modulare i livelli di estrogeni per diminuire il rischio di tumore del seno e lo fa in modo “intelligente”: riduce infatti gli estrogeni dannosi, ma non quelli con effetti positivi sul nostro organismo. Questo il messaggio principale che il professor Giuseppe Carruba, direttore del Dipartimento di Oncologia Sperimentale dell'Ospedale Civico di Palermo, ha comunicato nel corso del suo intervento al congresso Donne Senza Pausa, primo Congresso Internazionale di Medicina Predittiva, Preventiva e Rigenerativa.

“Per comprendere l'importanza dell'alimentazione nello sviluppo dei tumori, basta dare un'occhiata alla distribuzione dei tumori nel mondo - ha dichiarato Carruba - la diversa distribuzione del cancro riflette infatti la diversa distribuzione dei fattori che causano la malattia e si nota che nei Paesi Occidentali, inclusa l'Italia, fumo e alimentazione causano oltre il 65% dei tumori”. Anche gli studi sulle popolazioni migranti confermano le osservazioni sullo stretto legame tra dieta e cancro: quando le donne asiatiche, che in genere hanno bassa incidenza di cancro del seno, si spostano negli Stati Uniti, l'incidenza della patologia aumenta progressivamente nel corso delle generazioni successive fino a diventare simile a quella delle donne statunitensi. “Questo è legato al fatto che le migranti assumono stili di vita scorretti (vita sedentaria, alimentazione ricca di grassi animali, eccetera) e perdono le buone abitudini tipiche dei loro Paesi di origine (movimento, alimentazione ricca di fitoestrogeni, eccetera) - ha spiegato Carruba. Giuseppe Carruba ha presentato nel corso dell'incontro milanesi i risultati di uno studio condotto con la sua équipe che dimostra gli effetti della Dieta Mediterranea sulla riduzione degli estrogeni endogeni. Si tratta del progetto MeDiet, iniziato nel 2002, che ha coinvolto oltre 100 donne sane in menopausa. Le donne sono state divise in due gruppi: uno ha mantenuto le solite abitudini alimentari (gruppo controllo), mentre l'altro ha seguito il regime alimentare mediterraneo fatto di pochi grassi animali, molta frutta fresca, verdura e legumi, abbondante consumo di pesce e uso di olio di oliva. Sei mesi di Dieta Mediterranea hanno portato a una diminuzione dei livelli totali di estrogeni pari al 40%. “L'aspetto interessante - ha evidenziato Carruba - è che non tutti gli estrogeni vengono ridotti: diminuiscono soprattutto i livelli di estrogeni idrossilati, maggiormente implicati nello sviluppo di cancro, mentre altri estrogeni 'buoni' non diminuiscono anzi possono aumentare leggermente, come avviene nel caso dell'estradiolo che protegge la salute delle ossa”. Come ricordato dal ricercatore siciliano, un altro aspetto interessante è legato allo studio degli enzimi responsabili della trasformazione di questi ormoni a livello dei tessuti. “Gli enzimi sono diversi nei vari pazienti e questo è alla base delle differenze che si osservano negli effetti degli estrogeni nei singoli casi - ha spiegato Carruba. Ancora una volta si va dunque verso una medicina personalizzata, tanto più efficace quanto più costruita su misura. “La seconda fase dello studio, MeDiet2, andrà a studiare gli effetti dell'alimentazione su trascrittoma ed epigenoma - ha concluso Carruba. Molti dati, derivati anche dalla prima fase dello studio del gruppo siciliano, fanno, infatti, pensare che anche la metilazione del DNA e la trascrizione dei geni possano essere influenzate dal cibo che ingeriamo ogni giorno.


Fonte: eukra
 

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