Stili di vita: tra dogmi filosofico-religiosi, dettami medici e saggezza popolare

Professione | Leonida Iannantuoni | 08/12/2009 20:14

Con il termine “stile di vita” si intende l’adozione di norme comportamentali il cui disconoscimento comporta una perdita di anni di vita media in una popolazione.

In un rapporto stilato dall’OMS nel 2002, vengono elencate le “abitudini” che comportano una diminuzione di aspettative di durata di vita.
 

Abitudini comportamentali Perdita di anni di vita media
Fumo 12,2
Abuso di sostanze alcoliche 9,2
Obesità 7,4
Ridotto consumo di frutta e verdura 3,9
Sedentarietà 3,3
Consumo di stupefacenti 1,8

Ne consegue, pertanto, l’opportunità di adottare un corretto stile di vita basato, forse banalmente, sul comune buon senso:

  • non fumare
  • Non consumare alcoolici
  • Essere normo-peso
  • Dieta bilanciata
  • Corretta attività fisica
  • Non consumo di stupefacenti



 

In epoca moderna, siamo alla fine del 1800, il primo ad introdurre il concetto di “stile di vita” fu il dott. Alfred Adler medico e psicologo austriaco, ma a ben vedere da sempre si è cercata una codificazione di comportamenti e norme che potessero avere influenza benefica sulla qualità e durata della vita.

Suggerimenti di “stili di vita” nel Vecchio Testamento e nel Corano

Le Sacre Scritture, sia esse ebraico/cristiane che mussulmane, sono prodighe di dogmi inerenti norme igienico-sanitarie. Ne esaminiamo alcune presenti sia nel Vecchio Testamento che nel Corano a riprova,non solo di una origine comune delle due Religioni, ma di una universalità delle buone norme sanitarie .

  • “… Voi circonciderete la carne del vostro prepuzio e questo sarà il segno del patto fra me e voi …”(Vecchio Testamento).

In quello che è certamente uno dei versetti più noti della Bibbia, al di là del significato religioso, non è difficile riconoscere una notevole valenza igienica. La circoncisione ricopre ruolo preventivo per la salute dell’apparato genito/urinario maschile prevenendo, in una realtà in cui l’igiene è a dir poco approssimativa, patologie come la fimosi, parafimosi, balano postiti, ecc …

  • “… Non mangiate alcun grasso né di bove, né di pecora, né di capra. Il grasso di una bestia morta da sé o sbranata da fiera si potrà adoperare a qualunque altro uso, ma non ne dovete mangiare affatto …” (Vecchio Testamento)
  • “… Certo vi è proibita la bestia morta, il sangue, la carne di maiale …”(Corano).

Gli estensori di questi due versetti, pressoché identici, si sono premurati di prevenire l’insorgenza di tossinfezioni alimentari,potenzialmente letali, veicolate da carni facilmente deteriorabili e/o deteriorate.

  • “… qualunque cosa sulla quale cadrà parte del corpo morto di tali animali, sia impura: il forno, il fornello siano distrutti. …” (Vecchio Testamento).

L ‘esigenza della prevenzione delle tossinfezioni alimentari, si spinge sino al punto di imporre la distruzione di beni di valore, quali le stoviglie, se venuti a contatto con alimenti potenzialmente pericolosi.

  •  “ … Avrai pure un luogo fuori dal campo dove andare per i tuoi bisogni … devi pure avere una pala, con la quale scavare una buca in terra e poi, dopo esserti seduto, coprire i tuoi rifiuti … “ (Vecchio Testamento).

Anche in questo caso possiamo denotare un’attenzione nella prevenzione delle patologie infettivo/contagiose, in questo caso si intendono prevenire le patologie a trasmissione oro/fecale.

Sempre nel campo della prevenzione delle patologie infettive, ricopre valenza il seguente versetto del Vecchio Testamento:

  • “… Chiunque soffra di scolo nella sua carne sarà impuro. … Chiunque tocca il suo letto, lavi le sue vesti e se stesso e sia impuro sino a sera ….” .

I seguenti versetti, lungi da rivestire carattere misogino testimoniano la necessità ,in un’epoca in cui la mortalità perinatale era elevatissima ed una famiglia numerosa era una risorsa di forza lavoro, di concentrare i rapporti sessuali nel periodo di fecondità femminile.

  • “… Quando una donna avrà il suo flusso, …, rimarrà nella sua impurità mestruale per sette giorni …”(Vecchio Testamento)
  • “… è una molestia. Separatevi dalle vostre mogli durante le mestruazioni e avvicinatevi a loro quanto si saranno purificate …“ (Corano).

  Durante l’anno il Credente prega due volte al giorno mentre nel Ramadam, che cade nel periodo più caldo dell’anno prega tre volte al dì, quindi già nel 600 d.C. veniva riconosciuto il valore dell’igiene personale, mentre nella civilissima Europa dell’illuminismo, epoca di parrucche e belletti, lavarsi era una pratica desueta e disdicevole(!!).

  • “ Credenti, quando vi preparate alla preghiera, lavatevi il viso e le mani sino ai gomiti, passate le mani bagnate sulla testa, lavatevi i piedi sino alle caviglie. …” (Corano).

Oggi il diritto al giusto riposo è codificato nella Carta Universale dei Diritti dell’ uomo, quattromila anni fà era codificato in un dogma religioso:

 

  • “Ricordati di santificare le feste … Iddio … il giorno settimo cessò da ogni opera e benedì questo giorno e lo santificò …” (Vecchio Testamento)

La Scuola Salernitana

Oggigiorno si sta assistendo ad un vero e proprio revisionismo del Medio Evo. Quei secoli non furono poi così bui come generalmente si ritiene ma ebbero un loro fervore culturale. Tale fervore non poteva mancare in ambito sanitario, tanto è vero che per editto dell’imperatore Federico II nessun medico poteva esercitare la sua arte se non si fosse sottoposto ad un anno di studi anatomici e pratica settoria presso la Scuola Salernitana.

Tra le “perle” lasciateci dai medici salernitani sicuramente merita di menzione il seguente esempio di stile di vita:

  • “ Si tibi deficiant medici, medici tibi fiant haec tria: mens laeta, requies, moderate diaeta” (se non hai medici, medici ti siano queste tre cose: mente lieta, riposo, dieta equilibrata).

Vediamo come anche in questo caso un suggerimento vecchio di 800 anni sia da considerarsi valido ed attuale.


Saggezza popolare
L’osservazione del quotidiano, anche se priva di conferma scientifica, ha fornito da sempre le basi per una saggezza popolare tramandatasi con i proverbi. Tra questi abbiamo esempi riguardanti l’alimentazione, la salubrità degli ambienti, i vizi, l’influenza dello stress sul vivere sano:

  •  “Una mela al giorno toglie il medico di torno”
  • “A tavola non si invecchi”
  • “Dove entra il sole non entra il medico”
  • “Bacco tabacco e venere riducono l’uomo in cenere”
  • “il riso fa buon sangue”

Sicuramente a questi il lettore saprà aggiungerne molti altri, magari tipici delle nostre varie regioni e tutti egualmente “saggi”.
 

 Conclusioni
Al di là delle esigenze medico scientifiche l’individuazione di un corretto stile di vita, volto alla prevenzione dell’insorgenza e della diffusione di patologie, è stato da sempre una esigenza dell’uomo. Le intuizioni in tal senso, in era pre internet, hanno avuto, come visto, diffusione tramite testi sacri, massime filosofiche più che scientifiche e, non ultimo per capacità di diffusione, i proverbi. A noi la responsabilità di non disperdere non certo una recente scoperta, ma un patrimonio di saggezza millenario.
Dott. Leonida Iannantuoni - medico di famiglia- AIMEF-Foggia

 

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