RU 486, il sì è in Gazzetta

Sanità pubblica | | 09/12/2009 22:44

La pillola abortiva Ru486 arriva in Italia: l'ultimo atto dell'iter mai così lungo per un farmaco, si è consumato mercoledì 9 con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera di autorizzazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco. Lo scorso 30 luglio scorso il primo sì.

 Ma la delibera dell'Aifa non era approdato ancora in Gazzetta. L'atto, rallentato dall'indagine parlamentare che ha chiesto una ulteriore richiesta di compatibilità con la legge sull'aborto, ora permetterà anche in Italia l'uso di un farmaco utilizzato nel resto del mondo già da 20 anni ma che in Italia ha trovato fortissime resistente capitanate dalla componente cattolica parlamentare. Gli oppositori del farmaco si sono appellati al rischio che con l'arrivo della pillola l'aborto avvenga anche in Italia fuori dagli ospedali. Ma la legge italiana in proposito non ammette accezioni: l'Ivg deve avvenire in ospedale e la donna deve essere seguita da un medico. La pillola ''è pienamente coerente con l'esigenza di garantire che il percorso abortivo avvenga in ambito ospedaliero'' come raccomandato dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, è stata l'ultima la posizione ufficiale dell'Agenzia lo scorso 2 dicembre. Ma al ministro ciò non è bastato: la delibera, ribatte, non è chiara circa la necessità del ricovero della donna fino ad aborto avvenuto, cosa che escluderebbe dunque il regime di day-hospital. Ma Sacconi solo una settimana fa è stato chiaro: o si seguono le indicazioni previste dalla legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza, o vi saranno azioni conseguenti. Dal governo potrebbero arrivare quindi nuove decisioni, anche con le regioni, per assicurare che l'intera procedura abortiva (dall'assunzione della pillola fino all'espulsione del feto) avvenga in ospedale. Resta, nei fatti, la possibilità per la donna di uscire, firmando e prendendosi le proprie responsabilità per questa scelta.

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