Allarme metropoli, abuso maschera disturbi psichiatrici

| 10/12/2009 11:11

All'inizio è un pensiero negativo, un disturbo quasi sotterraneo. Poi comincia il tormento, l'ansia che stringe il cuore e invade la vita di ogni giorno. "E il sassolino diventa una valanga inarrestabile".

Carlo Altamura, Direttore dell'Unità operativa di Psichiatria del Policlinico di Milano, lancia l'allarme: "Passa troppo tempo fra l'esordio di un disturbo psichiatrico e l'inizio delle cure". Specie nelle metropoli, dove l'abuso di droga 'maschera' il disagio. Ma "così rischiamo che questi pazienti non trattati, lasciati soli, peggiorino inesorabilmente, fino ad andare incontro al suicidio o alla dipendenza cronica da stupefacenti", spiega l'esperto oggi nel capoluogo lombardo, dove è in corso il terzo forum internazionale di psichiatria 'Innopsy 09'. Succede ancora oggi: possono passare fino 4 anni prima di approdare a una diagnosi di depressione, schizofrenia, disturbi bipolari e dell'umore, ansia patologica. I pazienti, inconsapevoli, vagano in cerca di una spiegazione, attanagliati da un problema di cui non capiscono l'origine. Passano dai rimedi dell'erboristeria al lettino dello psicologo. Senza risultati. "Intanto, il disturbo non viene curato adeguatamente e continua a peggiorare", incalza Altamura. Nelle metropoli come Milano va anche peggio: c'è più solitudine, meno controllo sociale e, soprattutto, ci sono 'rumori di sottofondo' che creano confusione. Qui la diagnosi arriva ancora più tardi. "Si tende a male interpretare i campanelli d'allarme. Un ragazzo fa uso di hashish o cocaina? Chi gli sta intorno si focalizza sul problema 'droga', senza pensare che quella è la punta dell'iceberg, spesso la conseguenza di un disturbo più profondo e che, scavando, si arriva a portare alla luce disturbi psichiatrici ignorati".

 

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