Trapianto di midollo, assise internazionale a Sirmione

Redazione DottNet | 12/09/2008 10:54

midollo pediatria talassemia trapianto

Grande meetng internazionale sul Lago di Garda dedicata al trapianto di midollo

Fu il primo 'bambino nella bolla' ad essere liberato dall'ambiente sterile in cui era imprigionato a causa di una grave malattia genetica del sangue. E oggi, quello che nel 1968 fu il primo paziente al mondo sottoposto a trapianto di midollo negli Stati Uniti, è un uomo sano e padre di due gemelli. A 40 anni da quell'intervento, è lui il simbolo vivente di una svolta storica della medicina, che in questi decenni ha permesso di salvare la vita a migliaia di persone. Lo ricorda Fulvio Porta, segretario del Gruppo europeo di trapianto di midollo osseo (Ebmt) e primo specialista a eseguire l'intervento in Italia, che per questo 40/o anniversario ha riunito i maggiori esperti nel campo in un congresso internazionale a Sirmione, sulla riva del Lago di Garda. Il primo protagonista sarà proprio Richard Gatti, il medico californiano che sperimentò per primo questa tecnica. ''Quello che nel 1968 era visto come un intervento sperimentale per provare a salvare la vita a un bambino privo di difese immunitarie - spiega Porta - oggi è una solida realtà, una pratica di routine che porta a guarigione nell'80% dei casi''. I 'bambini nella bolla' affetti da immunodeficienze combinate gravi (Scid), sottolinea l'esperto, sono stati i pionieri che hanno ''insegnato ai medici come curare non solo la loro malattia, ma anche molte altre, come le talassemie e le forme più gravi di leucemia''. Un avanzamento tecnologico che ''ha fatto conoscere le potenzialità delle cellule staminali contenute nel midollo e che ha aperto la strada alla terapia genica''. Proprio a questa ultima frontiera della medicina sarà dedicato ampio spazio nel meeting di Sirmione, in cui saranno presentati i risultati delle ultime sperimentazioni sull'uomo condotte dai ricercatori dell'ospedale San Raffaele di Milano, del Sick Children Hospital di Londra e dell'ospedale pediatrico Necker di Parigi. ''I risultati - anticipa Porta - sono complessivamente positivi. Dobbiamo considerare che si tratta di una tecnica molto giovane, nata nel 1992, che ancora presenta diverse problematiche. Ma è molto probabile - conclude - che in futuro andrà a sostituire definitivamente il trapianto di midollo''.