Lombardia: mini-appartamenti ai malati psichici, progetto a Milano

| 10/12/2009 11:16

salute

Piccole case 'protette' dove le persone con disturbi mentali possono ricominciare a vivere. Una 'palestra' che li addestra ad affrontare tutti i problemi quotidiani che la vita reale comporta.

E' il progetto Clessidra, promosso dall'associazione Aiutiamoli in collaborazione con l'ospedale Fatebenefratelli di Milano. L'iniziativa è stata presentata nel capoluogo lombardo, durante un convegno organizzato per i vent'anni di Aiutiamoli, che si è aperto con un omaggio alla poetessa Alda Merini. Si tratta di un progetto di 'residenzialità leggera', spiegano gli esperti: strutture assistite dove le persone sperimentano una vita autonoma, seguiti dagli operatori sociali. Alcuni di questi appartamenti gestiti da Aiutiamoli sono nel cuore di Milano, in zone centrali come Casa Curtatone, 5 posti letto in via Curtatone, angolo via Orti. "Sono luoghi di cura in mezzo a noi - dice Claudio Mencacci, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze del Fatebenefratelli - Rappresentano la psichiatria che include, non che allontana o che fa paura", perché "è importante costruire modelli di rete dove l'ospedale è al centro e intorno collaborano le associazioni, le famiglie, gli operatori, per interpretare i reali bisogni di cura e non abbandonare le persone". Solo in Lombardia, ogni anno mille nuovi pazienti si rivolgono ai dipartimenti di salute mentale e ai centri psicosociali. Il malato dei giorni nostri "è sempre più spesso donna, ha più di 45 anni, vive in famiglia e ha incontrato la malattia anni prima, magari anche in adolescenza - sottolinea Arcadio Erlicher, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell'Ospedale Niguarda - La rete dei servizi pubblici di salute mentale deve dare prova di flessibilità, adattarsi ai nuovi bisogni, perché al centro c'è la persona reale". Il primo problema è il silenzio che circonda il disagio: sono ancora troppo "poche le persone che, sotto i 35 anni, si rivolgono a strutture per essere curate, anche se la loro malattia è sorta molto tempo prima, in età giovanile".