Ministero Salute: si dovrà risparmiare

Sanità pubblica | | 11/12/2009 20:25

Domenica 13 è rinato il ministero della Salute, dopo una pausa di un anno e mezzo, assorbito all'interno del Welfare nelle mani di Maurizio Sacconi. Come previsto sarà Ferruccio Fazio, il 'tecnico' e 'laico' a guidarlo, ma al Welfare resterà la delega politica della bioetica.

La nomina di Fazio, annunciata durante il consiglio dei ministri di venerdì, scatterà quindi praticamente contestuale con la rinascita del ministero della Salute: il ddl che ricostituisce il dicastero scorporando le deleghe da quello del Welfare, infatti, sarà esecutivo da domenica 13 dicembre. Lunedì Fazio dovrebbe anche giurare e giovedì toccherà ai sottosegretari. Sulla testa del nuovo ministro della Salute penderà l'ipoteca dell'Economia. Se infatti si riconosce la necessità di un ministero dedicato esclusivamente alla gestione della ''macchina sanità'', tuttavia per le competenze economiche (fondo sanitario, piani di rientro, ecc.) la palla passa direttamente a Tremonti. Il numero dei ministeri passa da 12 a 13, con lo scorporo della Salute dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il numero totale dei componenti del Governo a qualsiasi titolo, compresi Ministri senza portafoglio, vice ministri e sottosegretari, non può essere superiore a 63. Tre in più, quindi rispetto ai 60 stabiliti dalla Finanziaria 2008. Il coordinamento della spesa pubblica e il suo andamento, ''incluso il settore della spesa sanitaria'', spetta al ministero dell'Economia, che monitora e verifica anche ''tutti i profili attinenti al concorso dello Stato al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, anche quanto ai piani di rientro regionali''. Al ministero della Salute spetta il ruolo di coordinamento del sistema sanitario nazionale, ma questa funzione dovrà essere svolta ''di concerto con il ministero dell'Economia per tutti i profili di carattere finanziario''. Il ministero della Salute, in particolare, svolge le funzioni di spettanza statale per la programmazione tecnico-sanitaria di rilievo nazionale, e il provvedimento affida al dicastero anche il ruolo di ''indirizzo, coordinamento e monitoraggio delle attività tecniche sanitarie regionali, di concerto con il ministero dell'Economia e delle Finanze per tutti i profili attinenti al concorso dello Stato al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, anche quanto ai piani di rientro regionali''. Il ministero dell'Economia affiancherà il ministero della Salute anche nell''' organizzazione dei servizi sanitari, professioni sanitarie, concorsi e stato giuridico del personale del Servizio sanitario nazionale''. Il trasferimento di risorse dal Welfare alla Salute, secondo il provvedimento, non produrrà maggiori oneri per il bilancio dello Stato, tenuto conto che non vi sarà alcuna revisione dei trattamenti economici complessivi attualmente corrisposti ai dipendenti che verranno trasferiti. Il ministero della Salute e quello del Welfare potranno, in ogni caso, provvedere alla copertura dei posti di funzione di livello dirigenziale generale e non, nonchè di procedere ad assunzione di personale non dirigenziale, per far fronte ad eventuali incarichi rimasti scoperti. Queste nomine dovranno avvenire entro il 31 dicembre 2009 e comunque essere nei limiti delle dotazioni organiche previste. I ministeri saranno poi tenuti a presentare, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge, i provvedimenti di riorganizzazione interna. In definitiva, per lo scorporo del ministero della Salute da quello del Welfare e per finanziare le attività del nuovo dicastero, lo Stato metterà sul piatto 460 mila euro per l'anno 2009 e a 920 mila euro annui a partire dal 2010.

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