Codice a barre contro i rischi trasfusionali

| 12/12/2009 11:58

immunità medicina-generale trasfusioni

Un braccialetto con il codice a barre per l'individuazione dei pazienti e l'inattivazione delle piastrine e del plasma per evitare infezioni da germi non testati: queste le proposte avanzate da Raffaele Romano, direttore del Simt (Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale) dell'Azienda Ospedaliera 'San Giuseppe Moscati' di Avellino nel corso della due giorni dell'evento 'Rischio ed errore in Medicina Trasfusionale - Un impegno per la ricerca di soluzioni', che ha preso il via presso l'Hotel de La Ville di Avellino.

 ''L'errore - ha spiegato Romano - consiste nell'individuazione di chi deve ricevere la trasfusione; il rischio e' legato al prodotto che si prepara. Con l'applicazione di un braccialetto dotato di un codice a barre si eliminerebbe l'errore di individuazione del paziente. Con l'inattivazione - procedura che distrugge tutti i virus, anche quelli che non rientrano negli esami di legge - si scongiurerebbe anche il fattore rischio''. I due sistemi di sicurezza, che Romano ha annunciato di voler introdurre all'interno del Simt dell'Azienda 'Moscati' entro l'anno nuovo, dovrebbero garantire una prestazione sicura al 100%. ''La trasfusione di sangue - ha continuato Romano - è ancora gravata da una serie di effetti iatrogeni e le complicanze di natura immunologia e infettiva rappresentano una significativa fonte di mortalità, soprattutto nei pazienti critici, come gli immunodepressi, i trapiantati, i bambini. La ricerca di soluzioni in grado di rendere sicura la trasfusione deve essere un obiettivo prioritario nello svolgimento dell'attività di chi opera nel settore. Scopo degli incontri organizzati ad Avellino è proprio quello di sollecitare una sorta di autovalutazione del grado di prevenzione e di sicurezza raggiunto e di avanzare proposte per ottimizzarlo''.