Speranze contro epatite C: molecola sembra fermare virus blocca sostanza indispensabile per replicarsi, funziona in scimpanzé

Gastroenterologia | Redazione DottNet | 14/12/2009 10:33

Nuove speranze per chi fa i conti con l'epatite C, stando alle stime circa 170 mln di persone nel mondo. Una nuova molecola messa a punto da un'azienda danese, la Santaris Pharma A/S, sembra in grado di mettere al tappeto il virus sconfiggendo la malattia.

Il ritrovato, che ha guadagnato le pagine della rivista 'Science' destando subito la curiosità degli addetti ai lavori, sugli scimpanzé funziona: testato su quattro animali con infezione cronica da epatite C per 12 settimane, nei due scimpanzé a cui era stata somministrata la dose maggiore (5 milligrammi) il farmaco ha ridotto di 350 volte la concentrazione virale nel fegato e nel sangue, inibendone dunque la riproduzione. Come? Agendo in maniera del tutto diversa rispetto ai medicinali anti-epatite attualmente sul
mercato. L'innovativa molecola, infatti, blocca un piccolo RNA (catena polinucleotidica) prodotto dal fegato e indispensabile affinché il virus possa replicarsi colonizzando l'organismo. Da qui, la capacità del farmaco di ridurre il carico virale. Ora la sperimentazione è già passata agli uomini, partendo dai sani per accertarne la sicurezza. A dare speranza a chi fa i conti con l'epatite C, anche un altro aspetto: SPC3649, questo il nome della molecola, non agendo direttamente sul virus ma prendendo al lazo il 'microRna122', non induce la farmaco-resistenza, molto diffusa tra chi è alle prese con l'epatite C. "La nuova terapia potrebbe sostituire un giorno l'interferone nei futuri mix di farmaci contro l'epatite C - spiega Robert Lanford, studioso della Southwest Foundation for Biomedical Research a San Antonio che ha guidato la sperimentazione - e potrebbe essere usata anche da sola o dopo il trapianto di fegato".
 

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