Tecniche di ablazione del carcinoma epatico a confronto

| 14/12/2009 10:43

Le percentuali di sopravvivenza sono simili, ma è stata osservata una morbilità più elevata con la resezione chirurgica e un maggiore tasso di recidiva, soprattutto locale, con l’ablazione in radiofrequenza in laparoscopia.

La resezione chirurgica (RC) e l’ablazione in radiofrequenza con tecnica laparoscopica (ARFL) sono state esaminate in pazienti con singolo nodulo di epatocarcinoma e cirrosi epatica in classe Child-Pugh A. Quando compatibile con la riserva funzionale epatica, la RC è ancora il trattamento di scelta per l’epatocarcinoma, mentre la ARFL rappresenta un’alternativa meno invasiva e promettente. Epatologi milanesi hanno confrontato le due procedure in relazione agli esiti a breve e lungo termine in 152 pazienti cirrotici selezionati da 372 casi consecutivi di carcinoma epatico. I pazienti con simili caratteristiche basali, arruolati nello studio, sono stati sottoposti a RC (n = 78) o a ARFL (n = 74), sotto controllo ecografico intra-operatorio, e seguiti per una simile durata di tempo (media ± deviazione standard = 36.2 ± 23.5 per RC vs 38.2 ± 28.4 per ARFL). Gli esiti includevano la morbilità a breve e lungo termine, la recidiva del tumore e la sopravvivenza globale. Lo studio pubblicato nella rivista Annals of Surgical Oncology (leggi abstract originale) ha evidenziato una morbilità a breve termine più elevata nel gruppo sottoposto a RC e invece un rischio di recidiva (principalmente locale) dell’epatocarcinoma durante il follow-up più alto nei pazienti trattati con ARFL. I livelli basali di alfa-fetoproteina e la recidiva precoce del tumore (dopo trattamento) hanno influenzato enormemente la sopravvivenza globale, anche se l’uso delle procedure non era indicato quale fattore predittivo. D’altra parte, la recidiva di epatocarcinoma era influenzata dall’approccio chirurgico e dalle caratteristiche ecografiche del tumore. I dati ottenuti da quest’ampia popolazione di casi di epatocarcinoma confermano simili tassi di sopravvivenza dopo entrambe le procedure eseguite su noduli singoli di epatocarcinoma in pazienti con cirrosi epatica in classe Child-Pugh A, malgrado un marcato incremento dei tassi di recidiva del tumore dopo ARFL.

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