Voglia di ‘BIO’ per il 74% delle italiane, anche nel sesso. i ginecologi: “vivere ‘verde’ migliora la salute riproduttiva”

Redazione DottNet | 14/12/2009 11:34

Un’ indagine europea mostra che le donne del nostro Paese preferiscono prodotti eco-compatibili. La Graziottin: “Sono amici del nostro benessere. E nella contraccezione cresce l’uso di ormoni naturali”. Cresce fra le italiane la voglia di un “ritorno alle origini”: il 73,3% afferma di non vivere in maniera tanto naturale e salutare quanto vorrebbe. La media europea è al 68%.

Le nostre connazionali sono molto attente nei loro acquisti alla scelta di ingredienti e materiali di qualità (83.4%), meglio se non “artificiali” (81%), criteri ben più importanti del costo, nonostante la crisi. Il 75% sarebbe infatti disposta a pagare un prezzo più alto per un prodotto biologico rispetto ad uno “convenzionale” e una su due (48.7%) si definisce una “consumatrice etica”. Il quadro emerge da un’indagine mondiale condotta dall’agenzia GFK su oltre 9.600 donne in 18 Paesi, presentata oggi a Torino al Congresso Nazionale della Federazione Italiana di Ginecologia e Ostetricia (FIOG) in corso fino al 3 dicembre e dedicato al rapporto fra tecnologia ed umanizzazione. “La “tendenza” bio è molto evidente anche nelle scelte di salute – afferma la prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica del San Raffaele Resnati di Milano -. Quando si è chiesto alle donne di descrivere il loro contraccettivo ideale hanno posto sul “podio” la tollerabilità (52.9%), l’armonia con il corpo (47.9%) e il controllo del ciclo (47.3%). Tutte caratteristiche che si ritrovano in Klaira, la prima pillola a base di un ormone naturale, l’estradiolo, disponibile in Italia dal settembre scorso. Un prodotto che unisce il basso impatto metabolico ad un ottimale equilibrio ormonale, garanzia di benessere. Il livello costante di estrogeno e progestinico è infatti lo stesso della settimana post-mestruale, quella in cui si è al top della forma e dell’umore”. “Bio” è bello quindi, dalla moda all’alimentazione, dalla spesa, al sesso: per rispondere alla sempre più pressante necessità di tornare a stili di vita più eco-compatibili, i ginecologi della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) hanno realizzato la guida “Naturalmente donna” che offre consigli e suggerimenti, a partire dall’analisi dei 4 elementi (acqua, aria, terra, fuoco). Come utilizzare al meglio le risorse, perché scegliere tessuti biologici e prodotti di stagione ci fa star meglio, quanto è importante la luce del sole per il nostro buonumore e la nostra salute. “A noi medici spetta il compito di favorire nelle pazienti la giusta consapevolezza del proprio corpo e delle sue dinamiche – spiega il prof. Marco Massobrio, docente di ginecologia e ostetricia all’Università di Torino e presidente del Congresso – ma non dobbiamo sottovalutare l’influenza dei comportamenti e del contesto in cui si vive. Il nostro Congresso dedica ampia attenzione a malattie come l’infertilità e l’endometriosi, in forte crescita, ed è ormai appurato che i fattori ambientali rivestono una particolare importanza nello scatenarle”. L’opuscolo, lanciato in occasione dell’incontro di Torino, verrà distribuito attraverso la rete degli specialisti in tutto il territorio nazionale. La salute femminile è un equilibrio complesso, che risente in maniera particolare dei cicli ormonali e, per funzionare al meglio, necessita di sana alimentazione, movimento, aria aperta. “Tutti valori che noi sportivi ben conosciamo – afferma Margherita Granbassi, campionessa di fioretto e testimonial d’eccezione al Congresso – e che siamo convinti vadano insegnati fin da piccolissimi. Con un gruppo di altre atlete ho recentemente dato vita a “stelle olimpiche”, un team di veliste, professioniste e non, che partecipa a regate in tutta Italia. Vogliamo dimostrare che praticare sport, anche ad alto livello, è una sfida possibile per tutti ed un irrinunciabile momento di crescita come individui. Mi sembra molto positivo che anche le società scientifiche e i medici inizino a sviluppare un approccio più olistico alla persona, soprattutto quando si parla di donne”. Le resistenze da vincere non sono poche, anche fra le stesse pazienti: il 32.5% di chi ha risposto all’indagine non utilizza alcun metodo contraccettivo, solo il 24.2% la pillola. Ma ben il 57.5% l’ha provata in passato e poi abbandonata, contro un 42.5% che non l’ha mai usata. “Sono dati negativi perché si tratta del metodo contraccettivo più sicuro – continua la Graziottin – e perché fra le varie formulazioni disponibili, oggi ogni donna può scegliere quella giusta per sé capace anche di offrire benefici extracontraccettivi e risolvere i comuni disturbi legati al ciclo. Come le mestruazioni abbondanti, che colpiscono circa il 15-20% delle persone e provocano stanchezza e anemia. Un problema che con una combinazione estro-progestinica mirata, come quella a base di estradiolo e dienogest, può essere risolto in gran parte dei casi”. Il secondo Congresso FIOG vede riuniti a Torino per tre giorni 1.500 specialisti, i massimi esperti della ginecologia italiana. La contraccezione è fra i temi principali ma viene riservato ampio risalto anche alle più recenti conquiste della scienza medica per la salute femminile. “Dall’impiego delle cellule staminali per contrastare l’infertilità, al trapianto di utero, all’ecografia tridimensionale – conclude Massobrio -. Oggi abbiamo a disposizione strumenti e tecniche molto sofisticati che ci permettono di spostare sempre più in avanti la frontiera del possibile. Ma ogni giorno dobbiamo interrogarci per trovare il giusto equilibrio fra umanizzazione e progresso tecnologico. La prepotente offerta di novità non deve infatti ridimensionare l’attenzione dedicata al paziente nel suo complesso”.

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