Anche le donne condannate a tradire, l'esperto: geneticamente poligama ma punta su qualità più che su quantità

Redazione DottNet | 14/12/2009 11:40

Il tradimento è una 'condanna biologica' scritta nel Dna. Un 'must genetico' che nel tempo si adatta ai nuovi modelli sociali e che non vale solo per l'uomo, ma anche per la donna. A declinare al femminile le tesi dello zoologo Desmond Morris, celebre autore del libro 'La scimmia nuda', è Alberto Caputo, psichiatra e psicoterapeuta dell'Aispa (Associazione italiana di sessuologia e psicologia applicata). "L'infedeltà è scritta nei geni", è la teoria dello studioso inglese. Con la differenza che "mentre il maschio è un poligamico seriale, cioè punta alla quantità - ricorda Caputo - la femmina mira alla qualità ed è opportunisticamente poligamica".

Per giustificare la scappatella extraconiugale, insomma, la scienza 'scomoda' Darwin. "Dal punto di vista neuroevoluzionistico - sottolinea l'esperto dell'Aispa - la specie umana prevede legami a breve termine di tipo poligamico. La nostra specie è infatti caratterizzata da una bassa natalità e da una bassa prolificità, e dal fatto di avere una prole che necessita di cure parentali lunghissime", precisa lo psichiatra. Per superare questi limiti, quindi, "il maschio deve assicurarsi le massime possibilità riproduttive, diventando appunto un poligamico seriale, mentre la femmina ha il compito di garantire la qualità della progenie e pertanto si ritrova a essere opportunisticamente poligamica". Anche l'istinto, però, fa i conti con la società che cambia. E così, riflette Caputo, nel terzo millennio la donna si è liberata dagli stereotipi che la volevano moglie e madre per tutta la vita e ha iniziato a tradire alla luce del sole. "Superati i 40 anni, una volta esaurito il suo ciclo biologico e sociale, cioè dopo essersi fatta una famiglia e avere partorito dei figli - osserva lo specialista - la donna moderna, sempre più spesso, cambia vita". Molla tutto, volta pagina e "si accoppia con uomini più giovani. Liberamente e senza condanne sociali, anzi guadagnandosi il plauso delle 'colleghe'". E' la moda dei 'toy boy' (ragazzi 'giocattolo'), che tanto successo riscuote fra le dive di Hollywood.
 

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