Aborto: Marino, su Ru486 grave interferenza politica non deve essere un ministro a decidere terapie

Redazione DottNet | 14/12/2009 11:59

"E' un fatto gravissimo che la politica interferisca con le terapie migliori per un paziente. A deciderle non può essere un ministro". Il senatore Pd, Ignazio Marino, torna sulla vicenda della pillola abortiva Ru486, a margine di un evento organizzato in occasione della Giornata mondiale contro l'Aids all'ospedale San Giovanni di Roma.

La pillola, dopo la delibera dell'Agenzia italiana del farmaco, era in attesa della pubblicazione in Gazzetta ufficiale per la commercializzazione in Italia. Poi l'indagine della Commissione Igiene e Sanità del Senato ha fermato la procedura, è intervenuto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, con il parere e ora il Cda dell'Aifa dovrà valutare se emanare una nuova delibera. "Se la politica interferisce con le terapie - sottolinea il senatore - ci troviamo di fronte a un fatto gravissimo. Non può essere un ministro a decidere quale sia la cura migliore per un paziente. A definirlo deve essere il rapporto con il proprio medico. Una donna che nel 2009 prende la decisione, già difficile, di interrompere la propria gravidanza - conclude - ha diritto di sapere che esiste anche una possibilità farmacologica".
 

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