Dispositivi intrauterini: rischio di infezione

Ginecologia | | 14/12/2009 12:16

Per la maggior parte delle donne, i dispositivi intrauterini anticoncezionali (IUCD) sono una scelta sicura. Le infezioni del tratto genitale superiore (la malattia infiammatoria pelvica, PID) si verifica quando i microrganismi patogeni risalgono la cervice ed invadono l'endometrio e le tube di Falloppio, provocando una reazione infiammatoria. Le raccomandazioni in materia di contraccezione intrauterina e il rischio di infezione sono stati presentati al Congresso della Società Europea di Contraccezione, a Praga, 2008.

La storia clinica (compresa la storia sessuale) deve essere considerata come parte della valutazione di routine per la contraccezione intrauterina per identificare le donne ad alto rischio di infezioni trasmesse sessualmente (STI). Se i sintomi o segni di quest’ultime sono presenti, dovrebbe essere fatti dei test diagnostici appropriati, attendere i risultati e il completamento del trattamento necessario, posticipando l'inserimento dei dispositivi intrauterini anticoncezionali fino alla risoluzione.
La profilassi con antibiotici non è raccomandata. Lo screening delle infezioni trasmesse sessualmente non è raccomandato di routine. La malattia infiammatoria pelvica tra le pazienti che utilizzano i dispositivi intrauterini anticoncezionali è strettamente collegata al processo di inserimento e al rischio di fondo di infezioni trasmesse sessualmente. Le condizioni che rappresentano un rischio inaccettabile per la salute se è inserito un dispositivo intrauterino anticoncezionale sono la malattia infiammatoria pelvica in corso, la cervicite purulenta, l'infezione da Chlamydia o gonorroica, la tubercolosi pelvica, la sepsi puerperale e l'aborto settico.
 

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato