Trattamento intercettivo dell’inclusione palatale dei canini mascellari con espansore rapido.

Redazione DottNet | 17/12/2009 15:38

I ricercatori del Dipartimento di Odontoiatria dell’Università di Firenze hanno condotto uno studio clinico randomizzato e prospettico per valutare la prevalenza dell’eruzione palatale dei canini diagnosticata ad uno stadio di sviluppo precoce attraverso radiografie postero-anteriori e successivamente trattata con espansore rapido.

Il campione utilizzato per lo studio era costituito da 60 pazienti con dentizione mista e canini palatali. Il range di età alla prima Tac (T1) era compreso tra i 7.6 ed i 9.6 anni, con maturità scheletrica corrispondente allo stadio pre-puberale (CS1 o CS2). I pazienti sono stati randomizzati al trattamento (TG, n = 35) ed al controllo (NTG, n = 24). Nel gruppo trattato è stato utilizzato un espansore rapido bondato ed a seguito dell’espansione in tutti i pazienti è stato posizionato un retainer per 6 mesi. Trascorsi i 6 mesi, l’espansore è stato rimosso ed è stata applicata una placca di ritenzione durante la notte per 1 anno. Il gruppo di controllo non ha ricevuto alcun trattamento. Tutti i pazienti sono stati poi analizzati con l’inizio della dentizione permanente (T2) (post-puberale CS4). Le misurazioni delle panoramiche relative allo stadio iniziale analizzato al T1 è stato confrontato tra i due gruppi mediante il test “Mann-Whitney U” (P <0.05). La prevalenza degli esiti positivi e negativi è stata confrontata tra i due gruppi attraverso in test “chi-square” (P <0.05). Tra il T1 ed il T2 ci sono stati 3 pazienti che anno abbandonato il trattamento in entrambi i gruppi. La prevalenza delle eruzioni dei canini mascellari è stata del 65.7% (21 pazienti) nel gruppo trattato e solo del 13.6% (3 pazienti) nel gruppo di controllo. La differenza è statisticamente significativa (chi-square = 12.4; P <0.001). In conclusione, l’uso dell’espansore rapido come tecnica intercettiva è efficace per favorire la percentuale di eruzione dei canini inclusi.