AIPO: russare accorcia vita, cresce di 4 volte rischio ictus

Redazione DottNet | 17/12/2009 15:57

ictus apnea-respiratoria

Russare accorcia la vita. Per chi soffre di questo problema il rischio di ictus aumenta di quasi 4 volte, quello di ipertensione arteriosa di 2,5, quello di diabete raddoppia. Non solo. Un incidente automobilistico su 5 è dovuto ai disturbi respiratori del sonno.

La sonnolenza diurna è infatti una delle conseguenze principali della sindrome dell'apnea ostruttiva, una patologia sottostimata ma con costi socio-sanitari rilevanti, che in Italia colpisce oltre un milione e 600 mila persone. Uno studio dell'Istituto superiore di sanità ha quantificato in oltre 800 milioni di euro l'anno i costi direttamente riconducibili a questi disturbi. Anche perché vincere il problema è semplice, con rimedi a domicilio, oggi disponibili e a basso costo. "Il trattamento - spiega Antonio Corrado, presidente nazionale Aipo - prevede l'utilizzo di una maschera nasale o facciale che, applicata durante il sonno, consente di normalizzare la respirazione e dormire meglio. Ovviamente, si deve porre attenzione anche al controllo del peso corporeo, evitare il fumo e l'assunzione di alcool prima di andare a letto". La diagnosi avviene attraverso una valutazione strumentale durante il sonno. "L'esame più affidabile - afferma Francesco Fanfulla, responsabile del gruppo di studio sui Disturbi respiratori nel sonno dell'Aipo - è la polisonnografia, anche se spesso si ricorre ad indagini più semplici e sufficientemente valide, riservandola solo ai casi clinici meno conclamati". In Italia vi sono oggi solo 160 strutture pneumologiche in grado di diagnosticare e trattare correttamente questa patologia: ognuna dovrebbe seguire 10 mila pazienti. Un'indagine condotta in Toscana ha indicato che sono necessari 60 giorni per accedere alla prima visita, 300 per iniziare il trattamento. "E' necessario pertanto - prosegue Fanfulla - ridefinire l'approccio a questa patologia, a favore di un modello articolato che preveda percorsi diagnostico-terapeutici flessibili, sia ambulatoriali che riabilitativi, per venire incontro alle esigenze dei pazienti e gestire opportunamente i casi più complessi e gravi".