Sindrome Cushing preferisce le donne, al via convegno a napoli

| 17/12/2009 17:29

Sindrome di Cushing, una malattia rara che registra un tasso di mortalità pari al 50% dei casi e che colpisce 10 persone ogni milione di abitanti, in particolar modo le donne, con un rapporto di 5 a 1 rispetto agli uomini.

Gli elevati livelli dell'ormone cortisolo nel sangue, dovuti alla presenza di un tumore che può essere benigno o maligno, rappresentano il primo campanello di allarme del disturbo, che viene accompagnato da sintomi come obesità addominale, riduzione della massa magra, debolezza provocata dall'ipotrofia muscolare, viso tondo con gote rosse, accumulo di grasso dietro al collo e facilità alle ecchimosi a causa dell'assottigliamento della pelle. Per confrontarsi sul tema, esperti di tutto il mondo si sono riuniti a Napoli per il 1° Workshop dell'European Neuroendocrine Association (Enea) dal titolo 'Nuove intuizioni nella gestione della sindrome di Cushing', organizzato dall'università Federico II del capoluogo campano. La sindrome di Cushing provoca pericolose complicanze che comprendono l'ipertensione, il diabete, l'osteoporosi e disturbi neuropsichiatrici come la depressione e il disturbo bipolare. "Questo incontro scientifico - afferma in una nota Annamaria Colao, Coordinatore del Workshop e Ordinario di endocrinologia dell'università partenopea - offre l'opportunità di un confronto sulle nuove opportunità terapeutiche per la cura della sindrome di Cushing, rappresentate dall'impiego dei farmaci neuromodulatori messi a punto dopo tanti anni di studi: si tratta di una svolta determinante nel trattamento della malattia, perché apre nuove prospettive di miglioramento per pazienti a cui finora non potevamo dare una cura".

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