Odissea detenuto Regina Coeli, da mesi attende operazione

Redazione DottNet | 17/12/2009 18:15

vescica

Da cinque mesi un detenuto del carcere romano di Regina Coeli attende, invano, che undici grandi ospedali di Roma accolgano la richiesta della direzione sanitaria del carcere di operarlo per asportare un probabile papilloma vescicale.

La vicenda è stata denunciata dal Garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni. "Quest'uomo - ha spiegato Marroni - da mesi aspetta una risposta, e intanto le sue condizioni di salute stanno peggiorando. Credo che questa vicenda abbia poco a che fare con il carcere e molto, invece, con i problemi che gravano sul sistema sanitario". Giuseppe M., questo il nome del detenuto, è entrato in carcere il 22 maggio scorso. Pochi giorni dopo gli viene diagnosticato, con una ecografia renale e vescicale, un probabile papilloma vescicale di circa 15 mm. Così il 5 giugno la direzione sanitaria di Regina Coeli chiede una Tac addominale e una visita urologica in vista di una resezione vescicale, una sorta di biopsia per verificare la natura del papilloma. La richiesta viene inviata agli ospedali S.Pertini, S.Camillo-Forlanini, S.Filippo Neri, S.Giovanni, S.Spirito, Fatebenefratelli e Umberto I. "Giuseppe effettua la visita urologica propedeutica all'intervento al San Camillo e, il 3 luglio, una Tac al Cto - riferisce Marroni in una nota - da cui si evidenzia che la formazione è di 18 x 11 mm". "Il 22 luglio la direzione sanitaria di Regina Coeli invia una richiesta di intervento al S.Camillo-Forlanini. Il 31 luglio e il 5 agosto l'ospedale risponde che non c'è disponibilità di posti. Contestualmente il magistrato di Sorveglianza chiede copia della cartella clinica. Il 2 settembre viene inviata una richiesta di posto letto a 11 ospedali romani (oltre a quelli precedenti vengono aggiunti l'Ifo e il Cristo Re). Le risposte sono una sequenza di rifiuti: il 4 settembre non disponibilità di posto letto dalla Asl Rm/C e dagli Ifo; il 5 non disponibilità dal S.Camillo; l'8 non disponibilità dal Policlinico Umberto I; il 10 si dichiarano indisponibili Umberto I e altri due ospedali".