Migliorare la fibrosi del pene, tra mito e realtà

Redazione DottNet | 17/12/2009 18:32

fibrosi ischemia

È risaputo che con l’età vi sono diversi cambiamenti a livello del tessuto cavernoso e della tunica bianca. Studi recenti riportano che l’aterosclerosi del pene, che si verifica con l’età causa una riduzione del’apporto d’ossigeno a livello del pene.

Una riduzione dell’apporto di ossigeno determina una riduzione delle cellule della muscolatura liscia (SMCs). Inoltre, è stato osservato che alterazioni nella percentuale di collagene a livello del pene può ridurre l’elasticità con l’età. L’ischemia cronica è perciò associata alla fibrosi ma anche alla riduzione del rilascio di NO-GMPc dipentente. La sensibilità dei recettori α-adrenergici a livello della muscolatura liscia aumenta con l’età. Infine, l’eliminazione degli androgeni determina atrofia tessutale, alterazione della struttura dorsale del nervo, alterazione della morfologia endoteliale, riduzione del contenuto trabecolare della muscolatura liscia, aumento dell’accumulo della matrice extracellulare e degli adipociti nelle regione sotto la tunica a livello del corpo cavernoso. Tutte queste alterazioni possono spiegare la prevalenza della disfunzione erettile con l’età. In conclusione, è possibile migliorare almeno in parte la fibrosi e prevenire la disfunzione erettile, se si agisce sui disturbi che ne determinano lo sviluppo.