Onco-epidemiologia: un volume sulla realtà dell'Emilia Romagna

| 17/12/2009 18:35

Pubblicato il volume: I tumori nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena che rappresenta un'interessante novità nel panorama onco-epidemiologico della regione Emilia-Romagna e presenta dati di incidenza, mortalità e sopravvivenza dei tumori nelle province suddette nell'anno 2007.

Questa è la prima volta che i RT di Parma, Reggio Emilia e Modena pubblicano i dati congiuntamente. Si tratta di un grande traguardo per due motivi: le tre province insieme corrispondono ad una popolazione di circa 1.650.000 abitanti e questo garantisce una maggiore “robustezza” dei dati, spiega Lucia Mangone, una delle autrici della pubblicazione. Inoltre i tre RT sono i primi in Italia e in Europa (se si escludono i RT del nord Europa) a pubblicare nel 2009 i dati relativi ai tumori diagnosticati nel 2007 riducendo fortemente il gap tra incidenza e pubblicazione che ha sempre reso limitate la fonte dati rappresentata di RT. Finalmente è finita la fase in cui si diceva che “i RT sono interessanti ma i dati sono troppo vecchi” per poter essere utilizzati in studi oncologici o nella pratica clinica. I medici, gli operatori sanitari e gli amministratori hanno nelle mani la possibilità di gestire la patologia oncologica utilizzando dati recenti, completi e di buona qualità. "Abbiamo scelto, per l’incidenza e la mortalità, di presentare sia i dati pooled che divisi per singolo RT mentre per la sopravvivenza ci è sembrato più opportuno utilizzare solo i dati pooled", continua la Mangone. La sopravvivenza infatti è il risultato di diversi fattori coinvolti nella diagnosi, trattamento, procedure terapeutiche e follow-up che condizionano, insieme ad altri fattori come la comorbidità e le condizioni socio-economiche, la curabilità del paziente. Offrire informazioni che in maniera grossolana possano far sospettare che in una provincia una sede tumorale possa essere trattata meglio che in un'altra, non ci sembrava in questa sede l’informazione più utile. Oltre il 90% delle neoplasie ha una conferma isto-citologica: questo significa che non solo i RT hanno lavorato bene ma che esistono nel territorio buoni servizi di anatomia patologica e che in genere queste tre province sono caratterizzate da buona pratica clinica. Nel 2007 si sono ammalate di tumore 12.634 persone (6794 maschi e 5840 femmine), con un tasso standardizzato di incidenza di 430.0 nei maschi e 384.7 nelle femmine. Escludendo tumori cutanei, malattie mieloproliferative e sindromi mielodisplastiche, le neoplasie più frequenti tra i maschi sono state quelle della prostata (20%), polmone (15.1%), colon-retto (14.4%) e vescica (10.1%). Tra le femmine i tumori più frequenti sono stati mammella (28.9%), colon-retto (12.5%), polmone (6.3%) e tiroide (5.8%). Il trend di incidenza è in lieve aumento: questo fenomeno è legato principalmente all’invecchiamento della popolazione delle tre province ma anche a nuove procedure diagnostiche e alla presenza di programmi di screening organizzati. La sopravvivenza a 5 anni è risultata pari al 53.3% nei maschi e 58.6% nelle femmine. Rispetto al periodo precedente ci sono stati miglioramenti della sopravvivenza sia nei maschi che nelle femmine. I tumori che a 5 anni presentano una prognosi migliore sono risultati i tumori della tiroide (97.5%), della prostata (91.8%), della mammella (89.6%), i Linfomi di Hodgkin (85.4%), i melanomi (85.0%) e i tumori del corpo dell’utero (81.7%). Non sono stati registrati miglioramenti per i tumori a peggior prognosi quali esofago, pancreas, fegato polmone ed encefalo.

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