Padova, pioggia di querele per il libro-accusa mai pubblicato

| 17/12/2009 18:38

urologia

L’avvocato Giorgio Fornasiero ha depositato negli uffici della magistratura padovana l’atto firmato dal Professor Francesco Pagano, ex Primario dell’Unità operativa di Urologia, nei confronti dell’ormai ex Primario Walter Artibani (in via di trasferimento in questi giorni all’ateneo di Verona), del giornalista Stefano Lorenzetto de Il Giornale, del suo Direttore Vittorio Feltri e di Cesare De Michelis, legale rappresentante della casa editrice Marsilio.

Pietra dello scandalo quel libro- dossier di 250 pagine (peraltro mai uscito e non in previsione di pubblicazione) finito al centro di un articolo pubblicato da Il Giornale con il titolo «La mafia della prostata». Un accusa esplosivo in cui, senza fare nomi ma con riferimenti chiari, venne tirato in ballo il reparto di Urologia dell’Ospedale di Padova, teatro secondo l’autore del pamphlet di «concorsi truccati, dove le carriere fatte e disfatte a tavolino, i pazienti rovinati in sala operatoria, i medici che percepiscono lo stipendio senza presentarsi in reparto rappresentano il meno». Ora quei nomi, che nell’articolo del Il Giornale venivano indicati con Y e Z, fanno sentire la loro voce. Denunciando chi ha scritto e pubblicato quel pezzo, senza però dimenticare chi ha ispirato quell’articolo e il libro, ovvero il Professor Walter Artibani. E’ lui, già condannato in primo grado il 17 luglio a 18 mesi di carcere per abuso d’ufficio e interruzione di pubblico servizio, che il Professor Pagano denuncia (assieme a Lorenzetto, Feltri e De Michelis) per essere stato «diffamato e calunniato assai gravemente a mezzo stampa». Nell’atto di querela, l’ex Primario di Urologia cita i punti in cui ci si sarebbe riferiti a lui, contraddistinto dalla lettera «Y» e chiamato da Lorenzetto «l’anziano urologo che divora le proprie creature, nato in un paesino della Sicilia» (e Pagano è nato a Pace del Mela, in provincia di Messina) oppure «il luminare a riposo (però molto attivo)». In questo articolo, scrive l’avvocato difensore nel documento presentato in Procura, «il Professor Pagano viene calunniosamente accusato di fare parte della “Mafia del¬la prostata” e, pertanto, direttamente, di essere un mafioso». Come detto, Il Giornale non ha mai fatto i nomi dei protagonisti ma, si legge ancora nella denuncia querela «i fatti diffamatori e le offese della reputazione sono chiaramente indirizzati al sottoscritto professor Francesco Pagano per la notorietà della vicenda, conosciuta a tutti nell’ambito cittadino, ospedaliero e universitario padovano ». Se non fosse altro per l’ampio risalto dato al processo in cui Artibani stesso era imputato. Dibattimento in cui lo stesso Pagano venne indicato come il maestro di Artibani.