Epatoblastoma: il cancro che colpisce i neonati

Adelaide Terracciano | 18/12/2009 16:26

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Si chiama epatoblastoma (Hb) ed è la malattia che ha colpito il piccolo Muath, il bimbo palestinese nato a Gaza che per ostacoli burocratici non riesce a raggiungere l'Italia dove lo attende un'equipe pronta a operarlo.

L'epatoblastoma è il tumore del fegato più comune nell'infanzia, anche se resta una neoplasia rara e rappresenta circa l'1% di tutti i tumori che colpiscono i bambini. Ogni anno si contano 1,5 nuovi casi per milione di bambini sotto i 15 anni. Questo tumore insorge nei bambini quando hanno meno di 3 anni, l'età media della diagnosi è fra i 18-24 mesi. E' un cancro che colpisce i piccoli in età precoce per via della sua natura embrionale: è infatti spesso associato ad alterazioni congenite come la sindrome di Beckitt-Widemann o il tumore di Wilms. L'epatoblastoma è asintomatico. Si presenta con una massa nell'addome dei neonati. Spie della malattia sono la perdita di peso, l'anoressia, il colorito pallido, i dolori addominali, ma si presentano in una fase più avanzata. Il 10% dei casi vengono diagnosticati dal pediatra che, durante i controlli di routine, può accorgersi che il fegato del bimbo è più grosso della norma. Esiste poi un test di laboratorio che conferma la diagnosi e permette di monitorare l'epatoblastoma: si tratta del dosaggio dell'alpha-fetoproteina. Il tumore può essere accompagnato da metastasi polmonari. Nel 70% dei casi questa neoplasia risulta sensibile alla chemioterapia che permette di intervenire sulle neoplasie spesso non operabili e di preparare il piccolo per l'intervento chirurgico di asportazione del tumore. Dopo l'operazione i piccoli pazienti hanno buone speranze di guarigione, anche se il tumore è recidivo nella metà dei casi.