Da Repubblica: Medicina sbagliata, farmacista a giudizio

Farmacia | | 02/01/2010 12:49

PER la febbre e il forte raffreddore di una bambina di 12 anni il farmacista consegnò uno scatolo di "Calypto". Con la raccomandazione: «Tre gocce all' interno delle cavità nasali».

La sorella della bimba corse a casa, rassicurata dall' annuncio sulla confezione: «Calypto libera il respiro». E invece, fu una giornata drammatica. Dopo quelle tre gocce la dodicenne cominciò ad avvertire dolori terribili agli occhi: «Aveva gravissime difficoltà a respirare», hanno scritto in un esposto alla Procura gli avvocati Luigi Favari e Matteo La Barbera. "Calypto" non è un farmaco, è una soluzione per caloriferi, «che rende più sana l' aria in casa, in auto o in ufficio», come dice la pubblicità. Il sostituto procuratore Giuseppina Motisi ha chiuso l' indagine nei confronti del titolare della farmacia di via Archimede, Giovanni Menni. Quella sera del 17 dicembre 2007 non fu lui a consegnare direttamente il farmaco alla cliente, ma diede indicazioni in tal senso a un suo dipendente. Adesso, è stato citato a giudizio dalla Procura, davanti al giudice monocratico del tribunale. È accusato di lesioni personali colpose e somministrazione colposa di medicinali pericolosi per la salute pubblica. Quella sera, la sorella della piccola paziente telefonò subito in farmacia dopo aver visto gli effetti di "Calypto". «Il farmacista mi disse prima di attendere alcuni istanti al telefono- così la giovane ha ricostruito nell' esposto alla Procura - poi mi disse di sospendere la somministrazione del farmaco e di far bere del latte caldo a mia sorella. Aggiunse che non dovevo preoccuparmi e di attendere pazientemente». La giovane preferì chiamare subito il 118: «Il medico di turno dispose la somministrazione di un altro farmaco - spiegano i legali - per rimediare agli effetti delle gocce di Calypto». La malcapitata è una ragazzina rumena, arrivata alcuni anni fa a Palermo assieme alla sorella. Entrambe si costituiranno parte civile contro il farmacista. «Le due cittadine straniere hanno dato prova di grande senso civico - dicono gli avvocati Favari e La Barbera - hanno avuto fiducia nella giustizia e hanno atteso le decisioni della Procura». Il dottore Menni ammette: «È stato un nostro errore. Quella sera, c' era tanta confusione. Quando la signora telefonò, comunicandomi cosa era successo, mi sono subito prodigato per dare i consigli necessari. In nessun caso, comunque, la giovane paziente è stata in pericolo di vita. E questo lo dico - precisa il titolare della farmacia - non perché intenda sfuggire alle mie responsabilità. Sono un professionista». Il dottore Menni spiega di avere scritto alla ditta produttrice di "Calypto": «C' era un certa confusione nei vari tipi di confezione, abbiamo sollecitato l' azienda a chiarire meglio, per evitare spiacevoli inconvenienti come quello che è successo a noi».

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