Da Repubblica: Consumatori alla riscossa dal virus alle bollette ecco le class action in arrivo

Farmaci | | 04/01/2010 18:51

Dopo le banche, l´influenza A. A due giorni dall´entrata in vigore della class action finisce nel mirino il business dei "test fai da te" per la suina. Un´altra azione collettiva firmata dal Codacons che anticipa una serie di ricorsi che potrebbero scatenarsi nei prossimi mesi.

 I consumatori potrebbero agire contro un prodotto per la crescita dei capelli che risulti inefficace o un centro dimagrante che promette una forma smagliante, ma poi non la garantisce. Per lesione della privacy potrebbero ricorrere contro chi non espone cartelli che avvertono della presenza di un sistema di videosorveglianza o chi conserva i dati personali oltre i limiti previsti dalla legge.
Potrebbero poi provare a muoversi i pendolari contro i sistematici ritardi del treno che prendono per andare al lavoro. L´azione collettiva contro multe e cartelle pazze contro la Gerit Equitalia è stata già annunciata, e tante potrebbero essere quelle contro la pubblica amministrazione, anche se facendo ricorso contro gli uffici pubblici o le concessionarie di servizi pubblici gli utenti non otterranno il risarcimento del danno ma solo il ripristino dell´efficienza. Per fare degli esempi: dagli autobus sovraffollati alle liste d´attesa nel sistema sanitario nazionale.
Sono tante le lesioni dei diritti che prevedono danni contenuti o le "illegittimità seriali", come quelle di una bolletta, che i consumatori potrebbero contrastare unendosi. Ed è in questi ambiti, secondo le associazioni dei consumatori, che funziona meglio la class action nella versione italiana. Che, per altro verso, viene invece accusata di essere meno efficace rispetto a quella americana perché prevede il risarcimento per il torto subito ma non quello che viene chiamato "danno punitivo", una supermulta all´azienda per evitare che ripeta il comportamento incriminato. La class action introdotta dal nuovo articolo 140 bis del Codice del Consumo «è uno strumento poco incisivo», chiarisce Carlo Rienzi, presidente Codacons. «Questo non significa che non abbiamo individuato delle azioni fattibili nelle pieghe di una legge molto complicata che limita l´utilizzo di questo strumento». Ora è il turno del giro d´affari intorno alla suina: l´associazione ha citato in giudizio davanti al Tribunale di Milano la Voden Medical Instruments Spa, ideatrice e distributrice del test per l´influenza A. «Ego test flu è un imbroglio», continua Rienzi. Ne sono stati venduti milioni di pezzi al costo di 14,50 euro, precisa il Codacons, e si tratta di un prodotto che secondo i tecnici del Ministero della Salute avrebbe scarsa attendibilità rispetto agli esami di tipo molecolare. Come conferma Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie infettive dell´Iss: i test fai da te «hanno una sensibilità non elevata, mentre sono caratterizzati da una buona specificità». Poi chiarisce: quando un test per l´influenza A «è positivo allora c´è una buona probabilità che si sia dinanzi ad un caso di influenza pandemica; se risulta negativo, essendo la sensibilità non elevata, non è detto che il virus dell´influenza A non sia presente».
Quei cittadini che hanno comprato il test e hanno mantenuto lo scontrino - avverte il Codacons - hanno il diritto a «ottenere giustizia». Se il tribunale, che dovrebbe pronunciarsi in primavera, accoglierà l´azione collettiva gli acquirenti potranno ottenere la restituzione delle somme pagate per il test. «È un tipico caso in cui conviene fare un´azione collettiva», dice l´avvocato Marco Ramadori, presidente di art.32, l´associazione Codacons che si occupa di salute. «Nessuno, individualmente, agirebbe in giudizio per recuperare una cifra così irrisoria». «Ma soprattutto nel campo della salute - aggiunge - pesa la mancanza del "danno punitivo" dalla legge: il suo effetto deterrente potrebbe evitare la messa in commercio di strumenti simili».
 

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