Pandemia, per ora l’Italia non vende i vaccini. Resta il flop: ci guadagnano solo le case farmaceutiche

Silvio Campione | 04/01/2010 19:53

Per ora nessuna partita di vaccini anti-influenza A 'in saldo' dall'Italia. Il nostro Paese, infatti, almeno per il momento, si dissocia dalla decisione di vari altri Paesi europei di rivendere parte dei propri stock di dosi vaccinali in eccesso.

 Per due semplici ragioni: la quantità di dosi acquistate dall'Italia è pari a 24 milioni, quindi non in eccedenza, e la campagna vaccinale è ancora in corso. Dunque, per adesso, non c'è un surplus di vaccini, e se ci sarà lo si potrà dire solo alla fine delle vaccinazioni, ovvero non prima di fine febbraio. Una decisione, quella di mettere in vendita i vaccini antipandemici 'in più', che ha visto come apripista la Francia e che ha acceso il dibattito. Vari Paesi infatti, dal momento che inizialmente l'Organizzazione mondiale della Sanità aveva previsto l'utilizzo di due dosi a persona, si sono premuniti ordinando quantitativi ampi di vaccini alle aziende farmaceutiche. Ma successivamente l'autorità europea dei farmaci (Emea) ha comunicato che per l'immunizzazione degli adulti era sufficiente una sola dose. Complice anche la moderata aggressività del virus e la contenuta risposta da parte dei cittadini a vaccinarsi, le scorte sono dunque, in vari casi, rimaste inutilizzate e da qui la decisione di dare il via alle rivendite a Paesi terzi che sono invece sforniti di vaccini. Situazione diversa in Italia: il governo aveva inizialmente ordinato 48 milioni di dosi (per vaccinare il 40% della popolazione) ma dopo la conferma che sarebbe bastata una sola dose di vaccino per ogni adulto, ha dato esecuzione ad un solo contratto d'acquisto per un totale di 24 milioni di dosi. La quantità giusta, insomma, per gli obiettivi di copertura vaccinale che ci si era prefissati. Ma le polemiche, comunque, non mancano, con l'Udc che accusa il ministro della Salute Ferruccio Fazio di scarsa trasparenza e chiede un'inchiesta parlamentare e il Pdl che, al contrario, difende l'operato del governo.
- ESPERTO MINISTERO SALUTE, PER ORA NO VENDITA VACCINI: Per il momento non è previsto che l'Italia ceda o venda parte delle proprie dosi di vaccino pandemico, dal momento che la campagna vaccinale non è ancora conclusa e proseguirà almeno fino alla fine di febbraio. Ogni decisione e valutazione verrà dunque presa solo al termine della campagna vaccinale. Lo ha ribadito il direttore generale Prevenzione e sanità del ministero della Salute, Fabrizio Oleari. L'Italia, ha spiegato Oleari, ha acquistato 24 milioni di dosi di vaccino contro l'influenza A dall'azienda farmaceutica Novartis, per un importo pari a circa 184 milioni di euro. Al momento, ha ricordato, ''sono state somministrate in Italia 850.000 dosi di vaccino, ma la campagna vaccinale continua''. Dunque, ''solo più avanti si faranno le conclusioni e si valuterà l'ipotesi eventuale di rivendita del vaccino. Per il momento - ha precisato - non c'è intenzione di rivendere parte dello stock di vaccini poichè le scorte sono adeguate e non ci sono ora eccedenze che inducano ad una imminente decisione di questo tipo''.
- E' POLEMICA SU VACCINI E GESTIONE PANDEMIA: Sui vaccini per l'influenza A emerge ''poca trasparenza del ministro della salute Fazio su contratti e uso reale. Si apra un'inchiesta parlamentare'', ha chiesto l'esponente dell'Udc Luca Volontè. ''E' bene aprire - ha affermato Volontè - una approfondita inchiesta parlamentare sull'intera vicenda dell'influenza A, l'allarmismo ingiustificato, l'acquisto spropositato di vaccini, i contratti 'nascosti' persino alla Corte dei Conti, l'uso reale e la destinazione delle enormi scorte inutilizzate''. Fazio, secondo Volontè, ''ha dimostrato troppa inadeguatezza sull'intera vicenda e, purtroppo, anche da ministro non sembra in grado di emulare i colleghi esteri più virtuosi''. Di parere opposto il senatore Pdl Domenico Gramazio: ''Le 24.000.000 di dosi di vaccino acquistate dall'Italia - ha rilevato - riguardano solo il 40% dei cittadini vaccinabili, per cui il governo italiano, a differenza di altri in Europa che hanno acquistato enormi quantità di vaccino, ha agito con intelligenza, e se vanno aperti gli occhi è su possibili speculazioni a livello internazionale''. Ed il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha commentato: ''Registro con piacere che il mio allarme sullo scandalo vaccini trova attenzione nel mondo politico. E' bene che il Parlamento si occupi dell'acquisto in tutto il mondo di centinaia di milioni di dosi di vaccino antinfluenzale mai utilizzate. L'Oms ed altri organismi cosa hanno da dire? Le multinazionali che si sono arricchite non la faranno franca. Il principio di precauzione - è il monito di Gasparri -non deve far rima con speculazione. Il governo italiano si unisca a una iniziativa per la verità e la salute''.
 

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