Osservatorio minori, vanno licenziati i medici che sbagliano. Basta con le raccomandazioni

Professione | Silvio Campione | 06/01/2010 15:55

''Ci troviamo al cospetto di un errore medico che impone riflessioni serie sulla sanità calabrese, al di là del mero ed immediato giudizio di "malasanità''. Lo affermano, in una nota, il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei minori, e l'avvocato Antonino Napoli, dirigente dell'ufficio legale dello stesso organismo, facendo riferimento al caso della bambina di due anni alla quale, nei giorni scorsi, nell'ospedale di Cosenza, è stato ingessato il braccio sbagliato.

 ''In molti casi - aggiungono - la carenza strutturale dei nosocomi del sud non è sufficiente a giustificare gravissime disattenzioni da parte del personale medico e paramedico. Gli errori medici sempre più spesso sono figli di incompetenza, distrazione o negligenza, mancanza di formazione o scarsità di riflessione sulle pratiche e terapie da attuare. Ciò che è accaduto a Cosenza è gravissimo ed allarmante se si pensa che nel 2005, nello stesso ospedale e nello stesso reparto, per un'ingessatura troppo stretta che causò delle complicazioni, perse la vita il piccolo Andrea Bonanno, di soli 7 anni.''. Secondo Marziale e Napoli, ''è tempo che i medici che commettono errori per evidente negligenza o disattenzione vengano immediatamente licenziati, lasciando il posto e valorizzando i medici, anche giovani, preparati e motivati, di cui il territorio gode, scelti in base ai curricula e non alle raccomandazioni. La questione sanitaria calabrese deve occupare un ruolo prioritario nell'agenda politica nazionale e regionale non per alimentare gli scontri tra opposte fazioni o, addirittura, all'interno degli stessi partiti tra diversi candidati che per anni sono stati fianco a fianco o, ancora, per la nomina di dirigenti sanitari o primari politicamente vicini''. ''Occorre un piano di rilancio - sostengono ancora Marziale e Napoli - per una terra sempre più dimenticata ed abbandonata a se stessa. Occorrono fondi per consentire all'Università calabrese di pianificare attività di aggiornamento della classe sanitaria, ma anche fondi per garantire a tutti i presidi ospedalieri gli strumenti e le apparecchiature necessarie per lo svolgimento dell'attività medica. La Calabria ha tante eccellenze nel campo medico, che si sono formate in Italia e all'estero. Affidiamo a loro, e non alla politica, la gestione della sanità''. ''Ed eccoci ancora qui a riparlare della sanità calabrese. Mi sembrava troppo bello che oramai non si parlasse più di malasanità in Calabria e che il nuovo argomento legato alla stessa fosse solo il Piano di rientro e la fantomatica costruzione dei quattro nuovi ospedali che dovrebbero rappresentare il riscatto di tutte queste malefatte dei camici bianchi dal 2006 a seguire''. Lo afferma in una nota Pino Monteleone, il padre di Federica, la sedicenne morta dopo un intervento di appendicectomia nell'ospedale di Vibo Valentia. ''Come faccio di solito - aggiunge - leggo i giornali e che ti trovo? 'Scongiurata la chiusura del Centro Trapianti del Midollo Osseo di Reggio Calabria'. Perchè? Il contratto degli Esperti di trapianto è scaduto ed a causa del piano di rientro della sanità, tutte le nuove assunzioni ed i rinnovi sono bloccate. Questa volta c'è da dire che subito si è corsi ai ripari, nel senso che finalmente si e' capito che un vero, e rimarco vero, polo di eccellenza non può scomparire perchè non ci sono i fondi per i contratti di chi realmente lavora, di chi realmente sta dimostrando di svolgere il proprio compito con ''scienza e coscienza'' e che agli occhi di tutti risultano apprezzati non solo a livello nazionale. Ora mi chiedo, e rivolgo la domanda anche a chi questa risposta me la può dare, perchè non si cerca di recuperare fondi per le cose che nella sanità funzionano, mandando a casa chi invece è convinto che nella sanità può fare quello che meglio crede perchè nessuno lo manderà mai a casa?''. ''Mi riferisco - prosegue Pino Monteleone - a quanto sta succedendo nei vari ospedali che stanno tenendo alta a bandiera della malasanità. Questi signori che hanno effettivamente sbagliato, perchè non sono già stati licenziati? In questi casi bisogna essere drastici. Non bisogna aspettare che succedano fatti eclatanti più di quanti non ne siano successi già, vedi il caso di mia figlia Federica. Tutti quelli che lavorano hanno degli obblighi contrattuali e principalmente morali, specie in campo sanitario e coma tali soggetti a sanzioni commisurate al danno commesso. Se non è stato fatto chiedo che chi ha il potere di farlo, lo faccia senza perdere ulteriormente tempo. Questo è quello che si aspettano i calabresi che continuano a sentirsi parte di questa terra, perchè onesti e quindi convinti di voler riscattare tutto ciò che c'è di buono in questa Regione. Ricordo che nei contratti di lavoro vigenti in Italia esiste il 'licenziamento per giusta causa'. Se quello che è successo in questi anni allo Jazzolino di Vibo Valentia o all'Annunziata di Cosenza non ha questi requisiti, mi chiedo quali siano le giuste cause''. Monteleone si rivolge poi al presidente della Regione, Agazio Loiero, dicendo di essere ''convinto che le parole dette da quando mia figlia Federica è andata via per colpa di incapaci e per colpa di quella cultura ad arraffare quel che si può solo perchè sono soldi pubblici, e che ad oggi sono rimaste tali, devono essere tradotte in atti concreti''. ''Non possiamo pensare - conclude - di trovare qualcuno che è imputato in un processo e già condannato in un altro, a dirigere un ufficio importante all'interno dell'Azienda sanitaria provinciale. Di questi esempi, se vuole, ne ho parecchi, ma credo che lei, prima in qualità di Presidente della Regione, poi per aver trattenuto per sè l'Assessorato alla Sanità ed in fine come Commissario all'emergenza sanitaria dimostri che il cambiamento del quale sta facendo il Suo cavallo di battaglia in campagna elettorale sia reale e non solo parole come finora dimostrato. Io come tanti altri questi fatti li vogliamo vedere subito perchè crediamo che eccellenze nella Sanità calabrese ne abbiamo tante e non devono scomparire per colpa si chi è ignorante o di chi pensa solo ad arraffare e quindi a togliere risorse per lo sviluppo''. Un discorso che vale per tutte le regioni, dove i casi di raccomandazioni sono all’ordine del giorno e dove non si è assunti senza un padrino politico. Alla faccia della meritocrazia che in una materia delicata come la sanità dovrebbe avere la precedenza su tutto.

 

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