Troppi errori medici: arriverà il garante della salute

| 06/01/2010 16:59

Realizzare in Italia una struttura ''al di sopra delle parti'' e che assuma le funzioni di una Agenzia del 'Garante per la salute' con l'obiettivo di verificare la qualità delle cure e dei servizi prestati dal Servizio sanitario nazionale (Ssn).

E' quanto prevede il disegno di legge che vede come primi firmatari il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, Ignazio Marino (Pd), e la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro. Lo ha detto lo stesso senatore Pd. Anche in riferimento agli ultimi casi di presunta malasanità e disservizio verificatisi nelle ultime ore in alcune regioni (la morte di due neonati nell'ospedale di Foggia sulla quale indaga la Procura; il caso dell'uomo morto a Bari dopo essere caduto dal portellone chiuso male di un'ambulanza e la morte di un giovane dimesso dall'ospedale di Pisa con una diagnosi di strappo muscolare), Marino ha sottolineato come ''nel nostro Paese sia giunto il momento di istituire una struttura al di sopra delle parti con funzioni di Garante della salute''. La proposta di istituire l'Agenzia del Garante per la salute, ha spiegato Marino, ''è contenuta nel ddl che ho depositato lo scorso 18 dicembre al Senato e che ha raccolto le firme di 60 senatori, primi firmatari io stesso e il capogruppo Anna Finocchiaro''. L'articolo 1 del ddl, ha precisato il senatore del Pd, ''prevede proprio l'istituzione di un'Agenzia nazionale con il compito di verificare la qualità delle cure prestate dal Ssn''. L'Agenzia, ha rilevato, ''avrebbe il compito di verificare la qualità di cure e servizi con visite periodiche e non preventivamente annunciate presso le diverse strutture sanitarie, e sarebbe dotata di pieni poteri con la possibilità di chiudere i reparti ospedalieri o le strutture risultati non idonei''. Se da un lato, ha infatti sottolineato Marino, ''l'Italia ha un sistema sanitario nazionale di cui essere orgogliosi, perchè prevede l'universalità dell'accesso, dall'altro si rilevano però forti disparità di trattamento nelle varie Regioni''. Ciò significa, ha spiegato il senatore, che nel nostro Paese ''non potrà mai verificarsi una situazione come quella degli Usa, dove un cittadino che non può pagare si vede negare persino dei farmaci salvavita o contro il diabete'', ma è anche vero che le differenze regionali ''pesano''. Un esempio? ''Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità - ha affermato il senatore - la percentuale media dei parti cesarei in una nazione dovrebbe attestarsi intorno al 16%, ma da noi, a Napoli e Reggio Calabria, tale percentuale è addirittura del 70%, facendo di queste città le 'capitali mondiali del parto cesareo'. Tali interventi però, nella maggioranza dei casi, non sono, come invece dovrebbero essere, degli interventi d'urgenza, bensì sono interventi in giorni feriali nell'ambito della normale programmazione del lavoro; dunque, si tratta di casi in cui è offerta una qualità di cure inferiore''. Ed ancora: ''Se nel caso di frattura il paziente arriva in sala operatoria nel giro di poche ore se ricoverato, ad esempio, a Bolzano - ha rilevato - invece, vi arriva nell'80% dei casi dopo anche 48 ore se ricoverato a Reggio Calabria''. Tutti esempi che dimostrano, ha concluso il presidente della commissione d'inchiesta sul Ssn, ''l'esigenza e l'urgenza di istituire una apposita Agenzia del Garante per la salute''.

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