Marcia indietro sui cellulari: adesso il loro uso fa bene alla memoria

| 07/01/2010 23:35

neurologia

Mentre sono in aumento i 'telefonino-dipendenti' in tutto il mondo, resta ancora acceso il dibattito sugli effetti del cellulare sulla salute dell'uomo, con gli scienziati che si dividono tra 'innocentisti' e 'colpevolisti'.

 Ed oggi un nuovo studio, in controtendenza, arriva a 'rinfocolare' il confronto: usare il cellulare non solo non fa male, ma addirittura l'esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche del telefonino potenzierebbe la memoria e proteggerebbe dal morbo di Alzheimer, migliorando appunto la memoria 'divorata' da questa malattia. La ricerca, condotta su roditori, è di Gary Arendash della University of South Florida ed è stata pubblicata sul Journal of Alzheimer's Disease. Gli esperti hanno esposto, per due ore al giorno per 7-9 mesi, un gruppo di topolini a onde elettromagnetiche ad alta frequenza identiche a quelle emesse dai cellulari mentre li usiamo. Parte dei topolini erano destinati ad ammalarsi di demenza senile, parte erano già malati, altri erano sani. Le onde del telefonino hanno impedito che i topolini predisposti all'Alzheimer si ammalassero, hanno migliorato la memoria di quelli già malati e hanno potenziato la memoria di quelli normali. Ma se i risultati del nuovo studio spezzano decisamente una lancia in favore dei telefonini, il dibattito continua e sebbene gli studi fatti circa gli effetti dei cellulari sulla salute siano moltissimi, una conclusione condivisa sembra ancora lontana. Di recente ad esempio, a fronte di alcuni studi 'rassicuranti' rispetto alla presunta pericolosità dei cellulari, è stato diffuso un documento intitolato 'Cellulari e tumori cerebrali: 15 motivi per essere preoccupati' (www.radiationresearch.org/), che invita invece alla prudenza. Così, secondo uno studio pubblicato il 3 dicembre scorso sul Journal of the National Cancer Institute da Isabelle Deltour, dell'Istituto di Epidemiologia dei Tumori della Società Tumori danese a Copenhagen, l'incidenza di tumori al cervello non è aumentata da quando i telefonini hanno invaso il mondo, cioè da quando il loro uso è diventata la norma. Quindi si deduce che il cellulare non causa tumori. Tutti tranquilli allora? Assolutamente no, perchè a distanza di una settimana viene pubblicato lo studio Interphone, condotto in 13 Paesi, Italia compresa. Secondo questo studio, l'aumento del numero di casi di cancro cerebrale collegato all'utilizzo estensivo del cellulare, per quanto piccolo, c'è e si può misurare: per ogni cento ore di uso del telefono il rischio di neoplasie del cervello crescerebbe del 5%. Quando l'uso è estensivo gli scienziati calcolano che l'incidenza del tumore potrebbe crescere per ogni anno dell'8%; per ogni decennio del 280%; e se l'impiego è iniziato nell'adolescenza, sale addirittura del 420%. Inoltre, il cellulare non farebbe male solo al cervello: una ricerca australiana ha mostrato che gli uomini che parlano per ore al telefonino mettono a rischio la possibilità di diventare padri, in quanto sono riscontrabili lesioni nel Dna dello sperma dopo 16 ore di esposizione a radiazioni elettromagnetiche simili a quelle emesse da un cellulare. E mentre si dibatte sul 'caso telefonino' senza arrivare ad una conclusione, altri studi continuano ad essere pubblicati: quest'ultimo sui roditori, condotto col massimo scrupolo per mimare a perfezione gli effetti del telefonino sul cervello umano, è così chiaro nel mostrare gli effetti benefici sulla memoria che adesso i ricercatori allestiranno una ricerca per vedere se onde elettromagnetiche simili a quelle del telefonino possono divenire una terapia contro l'Alzheimer. Ma se gli scienziati continuano il loro affannoso lavoro alla ricerca della verità sui cellulari, resta difficile credere che ci lasceremo influenzare da conclusioni e smentite che si susseguono mentre il nostro cellulare continua a squillare.