Menarini sbarcherà in 68 paesi con un farmaco innovativo contro l'angina

Farmaci | Redazione DottNet | 13/09/2008 11:27

Il disturbo colpisce oltre 12 milioni di persone nei cinque maggiori paesi europei

Il Gruppo farmaceutico italiano Menarini sarà in 68 Paesi con un farmaco innovativo contro l'angina pectoris, disturbo che colpisce oltre 12 milioni di persone nei 5 maggiori paesi europei. Il Gruppo ha infatti firmato un accordo con CV Therapeutics, azienda biofarmaceutica californiana, per i diritti esclusivi di un innovativo farmaco per il trattamento dell'angina. I diritti di Menarini coprono tutta l'Europa ed i principali paesi del Centro e Sud America, per un totale di 68 nazioni. Il farmaco (Ranolazina) ha un innovativo meccanismo d'azione approvato dall'Agenzia europea per i medicinali (Emea) lo scorso luglio ed indicato nel trattamento sintomatico dei pazienti con angina cronica stabile intolleranti alle terapie di prima linea. L'angina cronica stabile è una malattia cardiovascolare fortemente debilitante, associata ad affezioni alle arterie coronariche e caratterizzata da frequenti e imprevedibili attacchi dolorosi a livello toracico. Nei 5 più grandi paesi europei (Uk, Germania, Francia, Spagna e Italia) circa 12 milioni di persone ne sono affette. Il farmaco, rende noto l'azienda in un comunicato, sarà disponibile in Europa nel primo semestre 2009. ''Questo accordo - ha commentato il presidente del Gruppo Menarini Alberto Aleotti - testimonia la focalizzazione di Menarini nelle terapie più innovative e rappresenta un forte segnale della vitalità delle aziende italiane in uno dei settori a più alta tecnologia, che sono il futuro del paese''. ''L'accordo concluso da Menarini e CV Therapeutics, azienda biofarmaceutica californiana, sui diritti esclusivi di un farmaco innovativo in 68 nazioni, rappresenta un segnale importante di vitalità e dinamismo delle imprese farmaceutiche in Italia''. E' il commento del presidente di Farmindustria Sergio Dompè. L'accordo, rileva Dompè, è anche la ''conferma della propensione ad investire ed a competere sui mercati internazionali''. Il settore, conclude il presidente di Farmindustria, ''dimostra così, una volta di più, la sua strategicità per l'economia e la crescita del Paese''

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