Ginecologia: le donne e i vantaggi della medicina dolce

| 11/01/2010 11:10

La parola chiave della medicina contemporanea è prevenzione, ma se entriamo nel campo della ginecologia e dell' ostetricia forse è più appropriato ricorrere all' antico motto "conosci te stesso". Le donne, infatti, imparano presto che il loro corpo matura in ogni fase della vita, in base alla biologia e all' ambiente; questi cambiamenti possono provocare disturbi, e talvolta malattie.

L'approccio più consapevole, spinge le donne a non voler essere considerate "pazienti" ma persone. «Forse nessun altro specialista più del ginecologo deve confrontarsi tutti i giorni con questa necessità» afferma Marco Massobrio, direttore della Scuola di ginecologia e ostetricia all' Università di Torino. «Seguiamo le donne per tutto l' arco della vita, in tutte le fasi più delicate: dalla pubertà, al ciclo mestruale, alla gravidanza, al parto, alla menopausa. Momenti che appartengono, nella maggior parte dei casi, alla fisiologia, e così dovrebbero essere vissuti e affrontati, rispettandone l' aspetto umano, ma essendo pronti a offrire il supporto tecnologico e farmacologico laddove necessario e/o richiesto. Questo è un tema che ci sta molto a cuore e che, come Federazione italiana di ostetricia e ginecologia, affronteremo proprio in questi giorni, a Torino, durante il Congresso dal titolo "Come integrare umanizzazione e tecnologia". Gli straordinari progressi tecnico scientifici raggiunti dalla medicina, infatti, ci forniscono continuamente strumenti più efficaci e sofisticati, spostando sempre più in avanti la frontiera del possibile. Ma ogni giorno dobbiamo interrogarci per trovare il giusto equilibrio fra umanizzazione e progresso tecnologico». L' umanizzazione che le donne cercano nel rapporto con il medico, al quale spesso chiedono soluzioni semplici e raramente terapie "pesanti". «Capiterà sicuramente che per uno stesso disturbo, per esempio le infezioni urogenitali (che sono fra le più frequenti cause di visite ginecologiche al mondo) - spiega il dottor Giancarlo Balzano - due donne possano avere esigenze diverse: la prima desidererà superare più rapidamente possibile il problema; la seconda, capendo che non si tratta veramente di una malattia, ma del sintomo visibile di uno squilibrio più profondo, sopporterà pazientemente al fine di trovare una soluzione definitiva». Se la situazione è seria, gli antibiotici saranno somministrati in entrambi i casi ma, là dove possibile, chi vuole sradicare il problema lo affronterà in modo più ponderato. In questo caso potrà scegliere un farmaco omeopatico o una cura a base di probiotici, come i lattobacilli Rhamnosus GR capaci di mantenere normale la flora urogenitale. Resta il fatto che la medicina è una sola - basata su diagnosi, prognosi, terapia e codice deontologico -, sono le cure che variano e che possono essere complementari.

Fonte: la Repubblica
 

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato