Ogni anno 10.000 adolescenti diventano mamme in Italia: per i figli più difficoltà di sviluppo e integrazione sociale

Adelaide Terracciano | 11/01/2010 11:16

Le mamme adolescenti in Italia sono in aumento: da 9.525 del 2006 a 9.583 l’anno successivo, un incremento dello 0.5% in soli 12 mesi secondo l’Istat. Tanto, troppo, se si pensa a quanto può essere traumatico questo evento per la ragazza. Un fenomeno da prevenire, con un’educazione alla maternità consapevole che inizi fin da giovanissime: le under 19 sessualmente attive che non usano protezione hanno infatti il 90% di possibilità di restare incinte entro un anno.

E, quando questo accade, è indispensabile che si attivi subito un’assistenza multidisciplinare e continua, per prevenire le più frequenti complicanze: parto prematuro, ritardo di accrescimento del feto e rischio depressione post-partum e maltrattamenti. “Problemi che non si spiegano solo con l’età e le sue caratteristiche fisiche e psicologiche – spiega il prof. Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), che ha promosso a Roma il Convegno Nazionale “Mamma prima dei 19 anni” -: l’Organizzazione Mondiale della Sanità indica altri fattori critici “collaterali” come l’educazione, lo stato sociale e la fruibilità dei servizi sanitari”. Elementi che valgono in particolare per le immigrate e, non a caso, l’incremento registrato dal 2006 al 2007 è tutto a loro carico: i parti fra le italiane under 19 sono passati da 7.178 a 7.088 mentre fra le loro coetanee straniere da 2347 a 2495. “Sono quindi necessari ed urgenti interventi di tutela – continua Vittori – per educare ad una pianificazione familiare informata e protetta e preservare la fertilità delle ragazze dall’aggressione di malattie sessualmente trasmissibili, frutto di comportamenti troppo “disinvolti”. Un compito a cui noi ginecologi non possiamo sottrarci, indispensabile a garantire la salute delle nostre pazienti e dei loro figli”. Le ricadute sui piccoli, quando la madre è molto giovane, possono infatti rivelarsi notevoli. “Oltre ai potenziali problemi fisici connessi alla nascita pretermine o al basso peso, questi bambini possono presentare difficoltà di inserimento, di sviluppo e di integrazione sociale – spiega il prof. Emilio Arisi, consigliere SIGO -. Inoltre, tendono a diventare a loro volta madri/padri adolescenti. Non solo, sono più esposti a rischi del maltrattamento, violenza, abuso e abbandono e, una volta cresciuti, hanno maggiori possibilità di assumere atteggiamenti di delinquenza giovanile, come osservato soprattutto negli USA”. Individuare strategie di prevenzione e assistenza è l’obiettivo dell’incontro che si è svolto all’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà (INMP) alla presenza del sottosegretario alla Salute on. Eugenia Roccella: la SIGO ritiene infatti fondamentale l’alleanza con le Istituzioni, per sviluppare, nell’assoluto rispetto dei ruoli, progetti concreti di sensibilizzazione ed educazione. Come “Scegli Tu”, l’iniziativa educazionale della Società scientifica nata 4 anni fa grazie al supporto di Bayer Schering Pharma, che ha permesso di raggiungere migliaia di giovani.
Nel 2007 le italiane sotto i 16 anni che hanno partorito sono state 700. Tra i principali fattori di rischio di una gravidanza nelle teen-ager vi sono risultati bassa condizione economica, genitori single o a loro volta adolescenti, risultati scolastici scadenti. Un universo variegato per problemi e caratteristiche, che rappresenta il principale target del progetto “Scegli Tu”: le giovanissime sono le più inesperte tecnicamente, le meno consapevoli e vivono il periodo di massima fertilità. “A loro ci rivolgiamo con iniziative integrate per proteggere questo “patrimonio” e mantenerlo intatto negli anni – afferma Vittori – rimandando la maternità ad un momento in cui saranno pienamente pronte e responsabili. Ma per raggiungere il nostro obiettivo abbiamo bisogno dell’aiuto di altri professionisti, fondamentale il ruolo del medico di famiglia, delle Istituzioni - il Ministero della Salute si sta dimostrando molto sensibile su questo terreno - e dei privati”. La situazione italiana è preoccupante pur se ancora lontana dall’emergenza di Paesi come il Regno Unito (7,1% di gravidanze nelle under 19), l’Estonia (8,1%), la Slovenia (8%) o l’Austria (5,8%). Ma sono gli Stati Uniti a detenere il record di “school pregnancy” di tutto il mondo industrializzato, con circa 800 mila casi l’anno. Nel nostro Paese crescono soprattutto le mamme-bambine immigrate: “La possibilità di accedere ai servizi sanitari e un buon livello di informazione sono indispensabili per poter evitare gravidanze indesiderate – spiega il prof. Aldo Morrone, presidente dell’INMP e del Convegno -. La rete comunitaria di appartenenza di queste minorenni, purtroppo, non sempre riesce a sostenerle nelle scelte riproduttive. Molte minori non sono accompagnate e l’impossibilità delle famiglie di assistere la propria figlia rispecchia la difficoltà per gli stranieri di essere consapevoli del ruolo genitoriale. Una situazione di massima vulnerabilità che richiede l’impegno dell’intero sistema sanitario per poter essere arginata”.
Il Convegno “Scegli tu” promosso dalla SIGO, un momento di riflessione e confronto che si rinnova a cadenza annuale, si pone per questa edizione l’obiettivo di sottolineare i diversi aspetti del problema delle mamme teen-ager e definire possibili alleanze e reti per una loro presa in carico condivisa e tempestiva.
 

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