Valvole cardiache difettose, risarcito il primo paziente

Professione | Silvio Campione | 11/01/2010 21:42

La valvola cardiaca che gli avevano impiantato era una Tri Technologies ed era difettosa: un giorno del 2003 l'apparecchio si ruppe, e Ndue Margionaj, 48 anni, colto all'improvviso da un forte malore, dovette sottoporsi a una seconda operazione.

L'uomo, ora, ha vinto una causa civile contro l'ospedale torinese delle Molinette: il giudice Dolores Grillo gli ha accordato 13 mila euro (13.396,18). Per le Molinette, comunque, la partita non si chiude così: il magistrato, infatti, ha ordinato che la ditta che importò le valvole, la padovana Formed, si faccia carico degli obblighi dell'ospedale (nel gergo dei giuristi si chiama ''manleva''). La sentenza, la prima del genere, segna un altro capitolo della vicenda sulle Tri Technologies, di fabbricazione brasiliana, il cui malfunzionamento scatenò a Torino e Padova inchieste giudiziarie sfociate in arresti, processi e condanne. Nel capoluogo piemontese furono impiantate, nel 2001, a 124 pazienti, sette dei quali deceduti, e furono scelte, acquistate e utilizzate - secondo i pubblici ministeri che si occuparono del caso - dietro il pagamento di tangenti. Per i cardiochirurghi Michele Di Summa e Giuseppe Poletti (deceduto prima di essere giudicato) scattò persino la custodia cautelare. Il fascicolo di indagine si è poi frantumato in diversi filoni: Di Summa, in appello, si è visto applicare una pena inferiore a due anni ma non per omicidio colposo; tra il 2008 e il 2009 i tribunali di Torino e Padova hanno condannato altri medici, produttori e importatori delle valvole. Margionaj, di origini albanesi, vive in Italia da parecchi anni. Oggi lavora a Ivrea (Torino) come custode in un seminario, svolgendo incarichi adatti al suo stato di salute: per evitare problemi, deve badare che il cuore non superi le 105 pulsazioni al minuto. La sua è stata una causa pilota. Il legale che lo assiste, Rodolfo Pampaloni, non ha citato in giudizio gli imputati del processo penale, ma l'azienda ospedaliera Molinette. ''Il fondamento giuridico è il principio di precauzione'', spiega brevemente l'avvocato. A Margionaj la valvola Tri fu applicata nell'ottobre del 2001, quando però i suoi difetti erano già noti: qualche mese prima, a maggio, si erano guastati (si trattò di rotture degli emidischi) gli apparecchi di due portatori. Le Molinette, quindi, devono pagare perchè, come scrive il giudice Grillo, avrebbero dovuto ''adottare le opportune cautele''. E poco importa se una delle due equipe di cardiochirurghi, quella del professor Actis-Dato, si accorse subito del problema e accantonò le valvole brasiliane: l'ospedale doveva fermare l'altro gruppo di specialisti, che invece continuò a servirsi delle Tri.

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