Tumori colon-retto: nuove tecniche

Gastroenterologia | | 14/01/2010 10:13

Dalla ricerca italiana un nuovo test per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto, in grado di fornire, a basso costo, risultati più precisi della ricerca del sangue occulto nelle feci, secondo i primi dati di sperimentazione. Il test si basa sul 'peso' del Dna delle cellule di esfoliazione del colon normalmente presenti nelle feci. La novità arriva da Meldola (Forlì) dall'Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori (Irst) in collaborazione con l'azienda Diatech, impegnata nella ricerca e sviluppo nel settore dalla farmacogenetica. Dopo i buoni risultati della sperimentazione è stato sviluppato e brevettato un primo prototipo di kit di diagnosi - Fluorescente Long DNA (FL-DNA) - che ora verrà testato e validato su un ampio numero di donatori, in collaborazione con le unità operative di prevenzione oncologica di Forlì e Ravenna. Secondo i ricercatori, infatti, valutando la quantità e l'integrità del Dna estratto dalle feci si potrebbe ottenere una diagnosi molto anticipata e soprattutto molto più realistica di quanto non si ottenga con l'esame del sangue occulto. È accertato, infatti, che la presenza del sangue non è continua ma intermittente, e che non tutti i tumori, soprattutto in fase iniziale, ne provocano una perdita e quindi possono essere rilevati dal test. Il nuovo test invece pesa e analizza il Dna delle cellule di esfoliazione del colon presenti nelle feci. Poiché l'esfoliazione avviene in maniera continua, questa metodica di biologia molecolare sembra in grado, secondo i risultati dei test preliminari, di identificare con altrettanta sensibilità i pazienti con il tumore ad uno stadio iniziale, evitando inoltre molti risultati falsamente positivi.
L'obiettivo, visti anche i costi contenuti del test, è quello di affiancare o addirittura sostituire le metodiche attualmente in uso, migliorando la qualità e l'accuratezza dei programmi di prevenzione oncologica per i tumori del colon-retto, che rappresentano una delle principali cause di mortalità neoplastica in tutti i Paesi occidentali. Il nuovo screening si effettua grazie a una macchina innovativa, il 'Rotor-Gene Q', una speciale 'bilancia' di cui si avvalgono i più sofisticati laboratori di biologia molecolare. Attraverso il metodo real-time PCR, si è in grado di amplificare e quantificare, simultaneamente, il Dna estratto per individuarne eventuali alterazioni genetiche.
 

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