Fimmg: norme oscure sui certificati dei medici di famiglia

Silvio Campione | 14/01/2010 20:24

Le norme per l'emissione di certificati di malattia non sono chiare e potrebbero porre seri problemi per i cittadini, soprattutto se dipendenti pubblici. oltre che per i medici.

Per questo la Fimmg, la federazione dei medici di famiglia, ha chiesti un incontro urgente ai ministri Renato Brunetta, Ferruccio Fazio e Maurizio Saccconi e al presidente e commissario Inps Antonio Mastrapasqua. ''Chiediamo un incontro urgente poichè ancora oggi non è chiara la normativa, altrimenti dovremo prendere in considerazione l'ipotesi di dichiarare lo stato di agitazione di tutta la categoria'', ha detto il segretario nazionale della Fimmg Giacomo Milillo. ''Dobbiamo mettere in guardia tutta la categoria dai gravi pericoli che ogni medico potrebbe trovarsi ad affrontare se passassero le norme così come sono, non tanto nella forma quanto piuttosto nell'interpretazione quotidiana di alcuni aspetti applicativi del decreto Brunetta''', aggiunge spiegando che ''la normativa prevede infatti che i certificati non possono riferirsi a 'dati clinici non direttamente constatati nè oggettivamente documentati'. Ciò vuol dire che il medico di famiglia non potrà redigere il certificato ad un suo paziente, con il quale ha un rapporto fiduciario, che si presentasse in serata per giustificare l'assenza dal lavoro il giorno stesso per banali patologie come mal di testa o febbre''. Ma la Fimmg sottolinea anche ''lo sproporzionato e irrituale regime sanzionatorio previsto per il medico in caso di inadempienze o errori anche involontari, che lo indurrebbe ad atteggiamenti inappropriatamente difensivi. Chiediamo perciò l'emanazione di un atto ufficiale che riconosca il sintomo soggettivo come 'dato clinico direttamente constatato' e ribadiamo ancora una volta la necessità di introdurre l'autocertificazione per periodi brevi di malattia''.

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