Anaao: sulla rottamazione il Governo deve chiarire

Sindacato | Silvio Campione | 14/01/2010 20:26

L'Anaao Assomed chiede al Governo e al Parlamento di ascoltare i medici per arrivare ad una soluzione definitiva e condivisa che regoli la delicata materia dell'età di quiescenza della categoria'.

Negli ultimi tempi, lamenta l'Associazione, ''assistiamo ad incursioni parlamentari spesso contraddittorie, più attente a soddisfare interessi particolari che a cercare di risolvere definitivamente i nodi della questione. Come testimonia l'assoluta mancanza di un confronto con gli interessati, primi fra tutti le Regioni e le organizzazioni sindacali della categoria. Emblematica, secondo l'Anaao, è la vicenda della rottamazione, ovvero il provvedimento voluto dal Ministro Brunetta con la legge 15/2009 che prevede il pensionamento coatto al raggiungimento di 40 di contributi. E dal quale pur riconoscendo da più parti l'errore di aver voluto estendere alla dirigenza del Ssn la norma pensata per il pubblico impiego, si e ancora lontani dalla soluzione''. Infatti, continua l'associazione, ''l'ennesimo provvedimento che innalza l'età pensionabile a 70 anni, contenuto nel ddl sui lavori usuranti all'esame della Camera, non cancella la discriminazione prodotta dalla rottamazione, malgrado le dichiarazioni dei legislatori. A tale proposito l'Anaao-Assomed chiede che il testo sia emendato dalla Camera in modo chiaro e definitivo, confermando quanto già approvato dalle Commissioni competenti, per mettere la parola fine ad un provvedimento punitivo per i medici del Ssn che rischia di essere rottamato anche esso''.
''Condividiamo l'appello che l'Anaao ha rivolto al Governo perche venga fatta chiarezza quanto prima sull'età di pensionamento per i medici. Da parte nostra faremo tutto il possibile in sede parlamentare per chiedere il ritiro delle norme presentate dalla maggioranza su questa materia''. Lo ha detto Margherita Miotto, deputata Pd in commissione Affari sociali della Camera. ''Tre mesi fa Brunetta - ha proseguito Miotto - ha varato la norma per mandare in pensione i medici a 59 anni e adesso il governo trattiene in servizio i primari fino a 70 anni e non fa niente per i giovani medici precari. L'esecutivo compie scelte contraddittorie e sarebbe bene che chiarisca quanto prima quali sono i suoi intendimenti approfittando della discussione in commissione Lavoro del collegato alla Finanziaria che contiene queste norme. Nello stesso provvedimento, aggiunge inoltre l'esponente del Pd, e stata tolta l'esclusività del rapporto per il direttore scientifico degli istituti di ricerca e cura a carattere scientifico. E' una scelta grave che minaccia l'autonomia della ricerca scientifica e che - conclude - mette a rischio la funzione pubblica del sistema sanitario. Invitiamo il governo a tornare sui suoi passi''.
 

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