Pensioni 2010: gli aumenti legati all’indicizzazione

Previdenza | Giovanni Vezza | 15/01/2010 12:14

Anche per quest’anno è giunto il momento dell’applicazione dell’indicizzazione Istat sulle pensioni liquidate dai diversi enti previdenziali. Il tasso di svalutazione rilevato dall’Istituto Centrale di Statistica per il 2009 rispetto al 2008, rapportando ad anno l’inflazione rilevata nei mesi da gennaio a settembre 2009 compresi, è risultato pari allo 0,7%, uno dei più bassi degli ultimi anni. Lo stabilisce il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali 19 novembre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 280 del 1° dicembre 2009.

I medici che hanno pensioni Inpdap (ex ospedalieri, ex medici condotti) o Inps (ex dipendenti di case di cura) già dal mese di gennaio potranno contare su un incremento pari al 100% della svalutazione sulle pensioni di importo mensile fino a cinque volte il trattamento minimo Inps, e cioè € 2.288,80; sull’eventuale quota eccedente, l’incremento sarà pari al 75% della svalutazione, e cioè precisamente allo 0,525%.

Per le pensioni Enpam, l’indicizzazione è pari al 75% della svalutazione dell’anno 2009 rispetto al 2008 per le pensioni di importo mensile sino a quattro volte il trattamento minimo Inps, ed al 50% sulla quota eccedente, ma la Fondazione per il materiale aggiornamento degli importi attende la comunicazione ufficiale dell’Istat, prevista per fine gennaio. L’incremento viene quindi applicato dalla mensilità di marzo, con pagamento degli arretrati dei mesi di gennaio e febbraio.

Tornando alle pensioni pubbliche, il precedente aumento risale al gennaio 2009, nella misura provvisoria del 3,3%, calcolato sulla base dei dati dell’inflazione al settembre 2008; l’indice effettivo, registrato a dicembre 2008, si è poi attestato al 3,2%. Questo vuol dire che nel 2010 i pensionati partono con un debito dello 0,1% nei confronti degli enti di previdenza, basato sulla differenza mensile moltiplicata per i dodici mesi del 2009.

L’indicizzazione 2010 riguarda anche i trattamenti della fascia cosiddetta assistenziale, che vengono pagati dall’Inps: in dettaglio, la pensione sociale, un istituto ormai scomparso e previsto solo per quanti ne erano titolari al 31 dicembre 1995, passa a € 339,14 mensili, l’assegno sociale (cioè la rendita assistenziale corrisposta agli ultrasessantacinquenni privi di altri redditi) passa ad € 411,52 mensili ed il trattamento minimo ad € 460,96. Su quest’ultima prestazione si fonda anche il conteggio dell’integrazione al minimo Inps pagata dalla Fondazione Enpam.
Aumenta anche la prestazione corrispondente al vecchio milione al mese. La Legge Finanziaria 2002 infatti, a particolari condizioni, consentiva di percepire a carico degli enti previdenziali pubblici (e non quindi da parte dell’Enpam) un importo corrispondente appunto ad un milione di vecchie lire, pari oggi ad € 516,46. Nel 2010 questo importo è passato ad € 597,84, e verrà corrisposto a patto che l’interessato non consegua redditi propri di importo superiore a 7.771,92 euro. Se si tratta di soggetto coniugato, è inoltre necessario che il reddito, cumulato con quello del coniuge, non superi € 13.121,68. Nel computo vanno ricompresi tutti i redditi percepiti, compresi quelli normalmente esenti, con la sola esclusione della prima casa.


 

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