Enpam: nuovi importi per l’integrazione al minimo

Giovanni Vezza | 15/01/2010 12:16

Ai sensi del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali 19 novembre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 280 del 1° dicembre 2009, l’importo definitivo per l’anno 2009 della pensione minima INPS è stato ridotto ad € 457,76 per 13 mensilità (rispetto ad un provvisorio di € 458,20). Pertanto, in applicazione delle norme dei Regolamenti dei Fondi Speciali dell’Enpam (che prevedono l’impossibilità di trasformare in una indennità una quota della pensione se non si è in possesso di un trattamento pensionistico pari almeno al doppio del trattamento minimo Inps), la soglia minima di pensione, non convertibile in capitale, risulta pari ad € 11.901,76= annui ed ad € 991,81= mensili. La pensione erogata dal Fondo di previdenza generale sarà quindi integrata sino all’importo di € 5.950,88= annui, pari a € 495,91= mensili (l’importo è maggiore rispetto a quello dell’Inps perché l’Enpam paga solo 12 mensilità e quindi la tredicesima viene ripartita sulle 12 mensilità esistenti).

Per l’anno 2010 l’importo della pensione minima INPS è stato provvisoriamente determinato in € 460,96= per 13 mensilità. Pertanto, la soglia minima di pensione a carico dei Fondi Speciali, non convertibile in capitale, è pari a € 11.984,96= annui ed a € 998,75= mensili; la pensione erogata dal Fondo di previdenza generale va integrata sino all’importo di € 5.992,48= annui, pari a € 499,37= mensili.
Ai fini del riconoscimento del diritto all’integrazione al minimo della pensione è necessario che:
 per l’anno 2009 (importi definitivi), gli eventuali altri redditi del pensionato siano inferiori ad € 11.901,76= e, cumulati con quelli del coniuge, se esistente e non separato o divorziato, non superino l’importo di € 23.803,52=;
 per l’anno 2010 (importi provvisori), gli eventuali altri redditi del pensionato siano inferiori ad € 11.984,96 e, cumulati con quelli del coniuge, se esistente e non separato o divorziato, non superino l’importo di € 23.969,92=.

Sono esclusi dal calcolo dei redditi ai fini del diritto al trattamento minimo:
• i redditi esenti da Irpef (pensioni di guerra, rendite Inail, pensioni degli invalidi civili ecc.);
• i trattamenti di fine rapporto e le relative anticipazioni;
• il reddito della casa di proprietà in cui si abita;
• gli arretrati sottoposti a tassazione separata;
• l'importo della pensione da integrare al minimo.
Va infine ricordato, con riferimento ai soli pensionati Inps, che la legge n.335 del 1995 esclude che si applichi ancora il beneficio dell'integrazione al trattamento minimo nel caso di pensione contributiva. Pertanto, chi ha iniziato a lavorare per la prima volta dopo il 31 dicembre 1995 non può più avere la pensione al minimo: la rendita è rapportata ai contributi versati, senza alcuna integrazione.
 

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