una chirurgia per la traumatologia della mano

Urologia | Giuseppe Internullo | 17/01/2010 15:41

UNA CHIRURGIA PER LA TRAUMATOLOGIA DELLA MANO
La mano può essere in varia misura coinvolta in traumi più o meno gravi. La corretta diagnostica, la precisione nell’intervento e l’accuratezza nelle decisioni post-operatorie sono essenziali per garantire un recupero della funzionalità che sia il più vicino possibile alla completezza. Specializzata nei movimenti fini, la mano non è solo terminale dell’arto superiore ma anche un tramite necessario all’uomo per relazionarsi nella vita quotidiana. Tutto questo rende la chirurgia della mano una branca dell’ortopedia sempre più specializzata: la formazione all’interno di molti e diversi ospedali a carattere prettamente ortopedico di unità specialistiche che si interessano solo ed esclusivamente delle problematiche che coinvolgono la mano e le dita, rende la misura di quanto sia importante un iter diagnostico terapeutico impeccabile. L’improvvisazione e l’essere autodidatta non permette di garantire una appropriata scelta del trattamento idoneo. Dato il polimorfismo con le quali le lesioni si presentano a livello della mano, risulta difficile schematizzare le lesioni e quindi codificarne un trattamento unilaterale per ogni lesione. Alcuni concetti di base valide per il trattamento di molte patologie ortopediche, tuttavia, possono essere applicate anche ai traumi della mano: una accurata detersione della ferita, meglio se effettuata tra le 6 e le 12 ore dal trauma, previene l’eventuale sviluppo di sovrainfezioni; la riduzione delle fratture lussazioni per evitare lo sviluppo di retrazioni muscolotendinee come fibrosi, la riparazione dei tessuti molli ponendo particolare attenzione alla ricostruzione di tendini e dei fasci vascolonervosi. Un capitolo che spesso può essere sottovalutato ma che porta con sé una notevole importanza è la sutura cutanea: non solo la precisione nella sutura deve essere quasi estrema per evitare che i margini possano andare in necrosi a causa dello strato sottilissimo di sottocute spesso presente, ma la capacità della mano di seguire quei movimenti che ci relazionano nella vita quotidiana, impone al chirurgo della mano che è anche specialista, vascolare, nervoso, una accuratezza capillare nella ricostruzione sia degli strati profondi (ossei e muscolari) sia delle componenti pascolo-nervose della cute.

 

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