Studio canadese: per ascoltare ci vuole tatto

| 18/01/2010 13:01

"Sentire a pelle", ascoltare attraverso la superficie del corpo: secondo uno studio canadese, non bastano orecchie e occhi, anche il tatto è uno dei sensi chiave del processo uditivo. La ricerca è stata condotta dagli scienziati dell`University of British Columbia di Vancouver e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature.

 

Così come guardare in faccia il proprio interlocutore serve a sentire meglio ciò che sta dicendo, allo stesso modo percepire sulla pelle l`aria emessa da alcuni suoni aiuta a distinguere le parole che stiamo ascoltando: una sensazione tattile, insomma, permetterebbe di decifrare il mondo dei suoni che ci circonda.
I test sono stati condotti confrontando sillabe che vengono pronunciate con un`emissione di aria, come `pa` e `ta`, ad altre, quali ad esempio `ba` e `da`, che non presentano questa caratteristica: se le sillabe non aspirate venivano accompagnate da un piccolo soffio sul collo o sul palmo della mano dei volontari, questi non le riconoscevano e le scambiavano per i corrispondenti suoni aspirati.
“Non vediamo con gli occhi, non ascoltiamo con le orecchie e non tocchiamo con le mani, – afferma Brian Gick, coordinatore dello studio – siamo in realtà `multimodali`, percettori versatili del mondo che ci circonda, in grado di usare qualsiasi parte del nostro corpo per desumere dall`esterno informazioni sugli oggetti o l`ambiente intorno a noi”.
 

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