Medici, basta con la burocrazia: vogliamo più dignità professionale. Lusenti: la disponibilità di Fazio è da verificare. Scioperi in vista

Sindacato | Silvio Campione | 20/01/2010 20:56

Basta medici-burocrati: servono ''norme urgenti che restituiscano alla categoria la propria dignità professionale anche dal punto di vista contrattuale''. E' quanto ha dichiarato il presidente del sindacato medico CIMO-ASMD, Riccardo Cassi, dopo l'incontro avuto con il ministro della Salute Ferruccio Fazio.

 ''Abbiamo chiesto al ministro l'impegno del governo per far approvare norme che restituiscano ai medici il ruolo di professionisti a tutela della salute dei cittadini - ha detto Cassi - abbandonando la follia della dirigenza che li vuole burocrati impegnati a risparmiare risorse, mentre gli amministratori regionali sperperano il Fondo Sanitario Nazionale''. Secondo il presidente Cimo, ''i 100mila medici pubblici che quotidianamente sono impegnati negli ospedali, nei pronto soccorso, sulle ambulanze e nei presidi territoriali, per prevenire, diagnosticare e curare i cittadini che si rivolgono al servizio pubblico, non possono più attendere. Occorrono - ha rilevato - un'area contrattuale autonoma, il riconoscimento di un diverso stato giuridico che privilegi i compiti professionali rispetto a quelli dirigenziali, la rapida approvazione del Disegno di Legge sul rischio clinico''. Per Cassi, ''resta comunque la situazione di profondo disagio della categoria medica''. ''Non si può più permettere - ha concluso Cassi - che in un'attività che nonostante la tecnologia si fonda soprattutto sulle capacità umane e professionali dei medici, si continui a svilire il lavoro di chi ne è l'attore principale''. Più cauti i toni di Lusenti dell’Anaao: “E' stato un incontro interlocutorio, servito a fare le presentazioni ufficiali del neo ministro ed a mettere sul tavolo i problemi sollevati dalla vertenza salute, ma la disponibilità e le aperture dichiarate da Fazio sono tutte da verificare''. Questo il commento di Carlo Lusenti, segretario nazionale del maggiore sindacato dei medici dirigenti, l'Anaao Assomed, al termine dell'incontro delle organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e amministrativa con il ministro della salute Ferruccio Fazio. Lusenti ha quindi sottolineato che la vertenza-sanità ''va avanti'', confermando le manifestazioni di Napoli (4 febbraio), Milano (16 febbraio) e Roma (9 marzo). ''Pur consapevoli che il ministero della Salute non è l'unico destinatario delle richieste della categoria - ha sottolineato Lusenti - a Fazio abbiamo chiesto un impegno concreto a farsi promotore di una azione che, in coordinamento con il governo e il Parlamento, dia risposte concrete almeno a quattro criticità sollevate dalla categoria: accelerazione dei disegni di legge sul rischio clinico e sul governo clinico che restituiscano agli ospedali situazioni di maggior sicurezza e ai medici condizioni di lavoro migliori; cancellazione definitiva del provvedimento sulla rottamazione che da' la possibilità alle direzioni delle aziende di licenziare professionisti a soli 58 anni di età; sostegno politico per accelerare la sottoscrizione del contratto di lavoro II biennio economico 2008-2009; soluzione del problema del precariato in sanità''. Lusenti ha quindi espresso apprezzamento per la ''disponibilità del ministro che ha dichiarato di voler sostenere le richieste della categoria, ma proprio per tenere alta l'attenzione sui gravi problemi della sanità - ha concluso - la vertenza salute va avanti confermando le manifestazioni di Napoli, Milano e Roma''.
Intanto, dopo le assemblee negli ospedali di tutta Italia l'agitazione dei medici ospedalieri continua, e potrebbe sfociare in uno sciopero se le richieste dei sindacati non verranno ascoltate. La volontà di proseguire nella lotta è emersa dalle assemblee indette martedì scorso in tutti gli ospedali italiani dalle principali sigle sindacali (Anaao, Cimo, Aaroi, Fp-Cgil medici, Fvm, Fassid, Fesmed, Sds Snabi, Aupi, Sinafo, Fedir, Sidirss) contro il 'rischio di distruzione della sanità pubblica italiana'. 'Pretendiamo risposte concrete alla soluzione dei numerosi problemi del Ssn - precisa Carlo Lusenti, segretario dell'Anaao-Assomed - in particolare, al suo ormai cronico sottofinanziamento che, in molti casi, determina l'incapacità di rispondere alle esigenze di salute dei cittadini. Organici insufficienti, turni di lavoro fuori da qualsiasi norma di sicurezza europea, tecnologia obsoleta, strutture fatiscenti, sono i veri pericoli del sistema'. Dello stesso tono le dichiarazioni di Massimo Cozza, segretario Fp Cgil: ''Ci presenteremo alla prima convocazione del Ministro della Salute - afferma il sindacalista - ma senza risposte concrete la nostra Vertenza Salute continuerà con le manifestazioni interregionali del 4 febbraio a Napoli e del 16 febbraio a Milano, con la manifestazione nazionale del 9 marzo di Roma, e con uno sciopero nazionale nella prima decade di marzo''. Durante le assemblee del 19 i sindacati hanno fatto notare come l'Italia sia al diciannovesimo posto tra i paesi Ocse per spesa sanitaria, e che gli errori medici siano poche migliaia a fronte di 36 milioni di prestazioni erogate. ''Molto spesso gli errori sono proprio dovuti alla carenza di organico, come nel recente caso di Viterbo - continua Cozza - noi vogliamo estirpare la cattiva politica, fatta da corruzioni e sprechi, da una gestione della sanità che non applica i criteri della trasparenza e del merito professionale per le nomine di manager e primari, e riduce in modo indiscriminato le prestazioni e gli organici, con un irresponsabile blocco del turn over, a fronte di oltre 10mila medici precari''. Sono molti i punti su cui i medici ospedalieri sono in disaccordo con il Governo, racchiusi in un documento unitario pubblicato sul sito www.fermiamoli.net. In particolare ha suscitato malumori la 'rottamazione' dei medici al raggiungimento dei 40 anni contributivi, mentre il Patto per la Salute recentemente approvato è considerato solo un 'buon inizio' perchè non garantirebbe le risorse sufficienti.
 

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