Creato un esercito di batteri che lavorano all’unisono

| 20/01/2010 21:49

Creato un esercito di batteri che, sulle orme di Avatar verso la vita artificiale, si comportano all'unisono accendendo e spegnendo i propri geni ritmicamente come le lancette di un orologio che si muovono, e creando in questo modo onde di luminescenza.

 I batteri possono anche cambiare il ritmo di questo ticchettio luminoso attraverso un gene regolatore. Questa orchestra di batteri geneticamente modificati è stata composta da Jeff Hasty dell'Università di San Diego ed è un passo avanti verso la vita artificiale in quanto mostra la possibilità di integrare e ordinare organismi viventi che normalmente si comportano in modo disordinato e solitario. Secondo quanto riferito sulla rivista Nature, che questa settimana dedica un articolo alla vita artificiale e alle difficoltà che restano da superare per arrivarci, i batteri geneticamente modificati e 'istruiti' in questo modo potrebbero funzionare come biosensori capaci di captare cambiamenti nell'ambiente esterno, pericoli, veleni; oppure potrebbero essere usati per sviluppare impianti cellulari che in modo autonomamente controllato rilasciano all'interno del corpo a intervalli di tempo precisi delle terapie. Una delle difficoltà da superare per arrivare alla vita sintetica è proprio mettere insieme delle parti e farle funzionare all'unisono; infatti gli organismi viventi sono sistemi così complessi che è difficile riprodurli, 'creare degli avatar', che funzionino allo stesso modo. Per creare la vita sintetica, però, bisogna superare questo ostacolo e mettere insieme delle parti viventi (per esempio cellule) che funzionino in sintonia tra loro. Gli scienziati californiani sono giunti a questo risultato con un batterio, Escherichia coli, che di per sè, in natura, ha un comportamento frenetico e disordinato. Eppure gli esperti sono riusciti nell'impresa di programmarlo e portarlo all'ordine voluto: hanno modificato geneticamente il batterio inserendo all'interno del suo Dna un gene per la produzione di una proteina fluorescente e poi geni regolatori per ''ritmicizzare'' le pulsazioni fluorescenti. Fatto questo, i ricercatori sono andati oltre creando colonie di batteri che, come fossero un organismo multicellulare complesso, creano ondate di fluorescenza sincrone in modo ritmico e con il ritmo di questi raggi fluorescenti che si può controllare. Si tratta di un circuito genetico complesso con molti possibili sviluppi futuri; la sua complessità è tale che potrebbe essere paragonata ala sfida di far scattare tutti i semafori del mondo allo stesso momento. Non si è ancora arrivati a Avatar ma la strada è quella giusta.

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