Creatività uditiva: il cervello inventa il suono che non c`è

| 22/01/2010 12:40

cervello udito

Ascoltare un discorso in una stanza affollata, parlare al telefono in mezzo al traffico o quando la linea è disturbata: quando si riesce è per merito di una specie di “creatività” uditiva, grazie a cui il cervello fa percepire come continui suoni che in realtà sono interrotti e frammentari.

Questo il risultato di uno studio dei ricercatori olandesi della Maastricht University, i cui risultati sono stati pubblicati su Neuron.“Nella nostra vita quotidiana – afferma Lars Riecke, neuroscienziato coordinatore dello studio – i suoni ai quali vorremmo prestare attenzione possono essere distorti o mascherati da interferenze di sottofondo e questo potrebbe causare la perdita di qualche contenuto informativo. Il cervello provvede invece a `riempire` il vuoto dell`informazione mancante, dandoci la sensazione di ascoltare un suono che in realtà non esiste”.
I test sono stati condotti misurando la tempistica dei processi sensoriali e le onde elettriche del cervello registrate in presenza di suoni fisicamente interrotti: le oscillazioni theta, un ritmo cerebrale che orchestra l`attività neuronale nell`ippocampo (l`area critica per la formazione di nuove memorie) vengono soppresse durante l`interruzione uditiva. Quest`ultima non viene quindi `memorizzata`, e il suono che si percepisce come continuo è illusorio.
I ricercatori hanno individuato un meccanismo che perfeziona la comprensione della natura `costruttiva e creativa` dell`udito umano: una scoperta che potrebbe avere applicazioni nel campo dei supporti destinati a soggetti con deficit uditivi.