Ospedali, assemblee contro la sanità pubblica. Scioperi a marzo

| 22/01/2010 18:07

Riporto le ultime notizie che ho letto sulla materia sindacale che ci compete. Dopo le assemblee negli ospedali di tutta Italia l'agitazione dei medici ospedalieri continua, e potrebbe sfociare in uno sciopero se le richieste dei sindacati non verranno ascoltate.

La volontà di proseguire nella lotta è emersa dalle assemblee indette martedì scorso in tutti gli ospedali italiani dalle principali sigle sindacali (Anaao, Cimo, Aaroi, Fp-Cgil medici, Fvm, Fassid, Fesmed, Sds Snabi, Aupi, Sinafo, Fedir, Sidirss) contro il 'rischio di distruzione della sanità pubblica italiana'. 'Pretendiamo risposte concrete alla soluzione dei numerosi problemi del Ssn - spiega Carlo Lusenti, segretario dell'Anaao-Assomed - in particolare, al suo ormai cronico sottofinanziamento che, in molti casi, determina l'incapacità di rispondere alle esigenze di salute dei cittadini. Organici insufficienti, turni di lavoro fuori da qualsiasi norma di sicurezza europea, tecnologia obsoleta, strutture fatiscenti, sono i veri pericoli del sistema'. Dello stesso tono le dichiarazioni di Massimo Cozza, segretario Fp Cgil: ''Ci presenteremo alla prima convocazione del Ministro della Salute - afferma il sindacalista - ma senza risposte concrete la nostra Vertenza Salute continuerà con le manifestazioni interregionali del 4 febbraio a Napoli e del 16 febbraio a Milano, con la manifestazione nazionale del 9 marzo di Roma, e con uno sciopero nazionale nella prima decade di marzo''. Durante le assemblee del 19 i sindacati hanno fatto notare come l'Italia sia al diciannovesimo posto tra i paesi Ocse per spesa sanitaria, e che gli errori medici siano poche migliaia a fronte di 36 milioni di prestazioni erogate. ''Molto spesso gli errori sono proprio dovuti alla carenza di organico, come nel recente caso di Viterbo - continua Cozza - noi vogliamo estirpare la cattiva politica, fatta da corruzioni e sprechi, da una gestione della sanità che non applica i criteri della trasparenza e del merito professionale per le nomine di manager e primari, e riduce in modo indiscriminato le prestazioni e gli organici, con un irresponsabile blocco del turn over, a fronte di oltre 10mila medici precari''. Sono molti i punti su cui i medici ospedalieri sono in disaccordo con il Governo, racchiusi in un documento unitario pubblicato sul sito www.fermiamoli.net. In particolare ha suscitato malumori la 'rottamazione' dei medici al raggiungimento dei 40 anni contributivi, mentre il Patto per la Salute recentemente approvato è considerato solo un 'buon inizio' perchè non garantirebbe le risorse sufficienti. Ad inasprire le tensioni della categoria pesa anche il contratto, scaduto nel 2007 e non ancora rinnovato.

Francesca di nunzio
 

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