Al via la rottamazione per gli strumenti oncologici. Cambiano le liste di attesa

Silvio Campione | 22/01/2010 21:15

fazio oncologia sanità-pubblica

Rottamare la tecnologia tradizionale analogica con quella digitale. Il piano oncologico nazionale che deve ora passare all'esame della Conferenza Stato-Regioni prevede il rinnovo del parco tecnologico della sanità pubblica.

Prevenzione, aggiornamento tecnologico, completamento del registro tumori e rottamazione delle vecchie apparecchiature sono infatti le armi che per i prossimi due anni il governo intende utilizzare con l'aiuto delle Regioni, con l'obiettivo di combattere i tumori che in Italia hanno un'incidenza di 250.000 nuovi casi l'anno. E il ministro, che ne ha presentato i contenuti, ha anche annunciato l'arrivo di un provvedimento contro le liste di attesa. Le nuove norme, ha detto il ministro della Salute Ferruccio Fazio, presentando il Piano oncologico nazionale, prevederanno criteri di urgenza differenti e organizzeranno i Cup (i Centri unici di prenotazione regionali) in modo da evitare le doppie prenotazioni che ingolfano i servizi. Il rinnovamento tecnologico viene considerato strategico. Il documento, presentato da Fazio assieme ad Armando Santoro, responsabile Dipartimento di oncologia medica dell'Humanitas di Rozzano (Milano), che ha contribuito alla redazione del testo presentato, spiega però che la sola tecnologia non basta. A fronte della disponibilità di sistemi diagnostici accurati, relativamente complessi, costosi e multimodali, è necessario anche ristabilire i criteri applicativi della diagnostica per immagini (DIM) in oncologia. Per questo serve incrociare le informazioni che arrivano da queste tecnologie in sistemi 'intelligenti'. La tecnologia ''nuova'' ha anche l'obiettivo di possibile riduzione della dose di radiazioni ionizzanti per l'esecuzione di un esame di qualità ma esistono vantaggi, spiega il piano di Fazio, anche di ordine economico: le attrezzature più vecchie incidono in modo forte sulla spesa sanitaria in termini di costi di manutenzione. Secondo i più recenti dati della Società italiana radiologia medica (Sirm), il 30% delle apparecchiature di radiologia e di neuroradiologia in Italia ha superato gli 8 anni di attività e andrebbe sostituito. Le sole apparecchiature di radiologia e neuroradiologia in Italia sono in totale 16.400. Oltre il 30% di queste, circa 5.000, è stato installato prima del 2000 e nella maggior parte dei casi si tratta delle apparecchiature di base.