Da Repubblica: Boom delle pillole dell' amore Effetto della crisi economica

Redazione DottNet | 23/01/2010 20:13

aziende farmaci viagra

UN TORINESE su tre entra in farmacia per curare il suo ' male di vivere' : c' è chi non dorme la notte pensando al mutuo da pagare, chi ha perso il sonno dopo la cassa, ma anche l' avvocato o il pubblicitario depressi per le parcelle non pagate e per la certezza che il prossimo 740 sarà molto ma molto più leggero dei precedenti.

 Il 2009 è stato l' anno del boom nelle prescrizioni di ansiolitici, sonniferi e antidepressivi. EANCHE, curiosamente ma non troppo, per le vendite di Cialis, la ' pillola dell' amore' che garantisce effetti più prolungati del Viagra. La crisi economica, la chiusura delle fabbriche e il calo dei consumi - visti da dietro il bancone delle 250 farmacie cittadine - mostrano lati nuovi: «Arriva il giovane che non ha ancora 35 anni e già fatica a addormentarsi oppure si sveglia più volte durante la notte in preda al panico. Due domande, e si scopre che il disturbo coincide con le ' forti tensioni' che sta vivendo sul lavoro - racconta Mario Giaccone, presidente dell' Ordine dei farmacisti di Torino - E' in questi casi che il rapporto tra esseri umani diventa fondamentale. E ci accorgiamo così di essere rimasti soli: oltre a noi e ai carabinieri, ai quali magari le persone si confidano meno, non è rimasto nessuno a garantire una presenza tanto capillare nei quartieri e nei paesi». Edi Balagna, farmacista, titolare del negozio ' Santa Maria' , in pieno centro, conferma: «La crisi si riflette sui consumi di farmaci non solo in modo diretto, ma anche attraverso le paure e le ansie delle persone. C' è chi ha veramente perso il lavoro, ma anche chi ha semplicemente timore di guadagnare meno e per questa ragione cade in depressione e inizia a curarsi con le molecole più ' in voga' del momento, come la paroxetina». E Viagra e Cialis? «Quelli vanno fortissimo il venerdì sera e sotto Natale, soprattutto il secondo. Non so se anche questo sia collegato alla crisi e quindi al desiderio di vivere comunque nel modo migliore certi momenti, o semplicemente al fatto che questi farmaci, dopo il ' boom' dei primi mesi e il successivo assestamento, ora sono più conosciuti e dunque meno temuti anche nei loro possibili effetti collaterali». Paradossalmente, le vendite di antidepressivi - cioè di farmaci più complessi, che per avere effetto devono essere assunti almeno per qualche settimana e che in genere vengono prescritti per sei mesi o più - crescono in città di più rispetto a quelle dei ' semplici' ansiolitici come il Tavor, il Lexotan e in generale la ' famiglia' delle benzodiazepine. E se è vero che una persona su tre compra una scatoletta di pillole o un flacone di gocce per combattere la tristezza è vero anche che la paroxetina è cresciuta del 20 per cento, mentre il Tavor, da tempo in testa alle classifiche, non risente della crisi ma resta stazionario. «Si tratta di sostanze più maneggevoli - commenta Edi Balagna - che non dovrebbero dare dipendenza e che si possono abbandonare, a condizione di seguire le prescrizioni del medico e di scalare opportunamente le dosi, una volta superato il problema. Con altri farmaci che inducono il sonno o sedano l' ansia, invece, il rischio della dipendenza è più forte e si finisce col prenderli per anni e anni». Ma non ci sono solo ansia e insonnia tra le conseguenze della cassa integrazione o dei licenziamenti: «Fino a pochi anni fa - spiega Giaccone - chi veniva con una ricetta per l' ipertensione o i disturbi della pompa (cioè dello stomaco, ndr) aveva sessant' anni o più. A quell' età,è normale che l' organismo inizi a mostrare segni di logoramento. Ma a trenta o quarant' anni questo problema non dovrebbe ancora esserci, dunque è chiaro che se uno ha la gastrite cronica o la pressione troppo alta la ragione dev' essere ricercata altrove, magari in quello che sta avvenendo nella sua vita». Conclusione? «La vita in città non è a misura d' uomo, lo stress è cresciuto moltissimo. Noi farmacisti siamo consapevoli di rappresentare un servizio importante. Per questo vogliamo metterci in gioco, offrendo più servizi, comprese le campagne di prevenzione e informazione sull' uso corretto dei farmaci. E contro il loro abuso o uso improprio».