Studio ellenico: sigaretta elettronica fa male?

Pneumologia | | 25/01/2010 10:39

Fumare senza fumo e senza tabacco: per i tanti con il vizio la sigaretta elettronica è arrivata come una svolta. E la sua popolarità è in rapida crescita. Ma non ci sono prove che non faccia male, come le tradizionali bionde. Lo sostengono due ricercatori greci sul British Medical Journal, mettendo in evidenza una "preoccupante" mancanza di dati sulla sicurezza di questo prodotto. E in assenza di nuove prove che la scagionino, avvertono, è impossibile sapere se l'e-cigarette faccia più male che bene. Una bella doccia fredda per chi al marchingegno, alimentato a batterie, c'ha preso gusto.

Qualche studio ha già sollevato dubbi in proposito, subito rintuzzati dai produttori che difendono la sigaretta elettronica come un'"alternativa sana" a quella 'vera'. I consumatori possono inalare nicotina senza aspirare catrame, tabacco o monossido di carbonio. Ma è davvero così? Non del tutto, secondo Andreas Flouris e Dimitris Oikonomou dell'Institute of Human Perfomance and Rehabilitation, che avvertono: "I consumatori dovrebbero smettere di usare l'e-cigarette finché non si concluderanno gli studi di sicurezza in corso". Una preoccupazione condivisa dall'Organizzazione mondiale della sanità, che si inserisce nella schiera di quanti guardano con sospetto a questo prodotto.
I due ricercatori greci hanno analizzato i dati dei tre principali studi condotti per valutare la sicurezza della sigaretta elettronica, rispettivamente a opera della statunitense Food and Drug Administration (Fda), di un Istituto di ricerca greco a finanziamento pubblico e di un'azienda privata in Nuova Zelanda. L'ente Usa per il controllo dei farmaci e dei prodotti alimentari arriva a conclusioni preoccupate dopo aver scoperto che differenti marche emettono differenti quantità di nicotina vaporizzata a ogni tiro, ma soprattutto dopo aver trovato tracce di sostanze altamente cancerogene. L'Istituto greco Demokritos giunge invece a risultati più 'neutri', senza trovare alcuna prova di contaminazione chimica. La privata Health New Zealand, infine, rileva la presenza di cancerogeni nei prodotti, ma conclude che, a parte tutto, l'uso della sigaretta elettronica dovrebbe essere raccomandato in base ai rischi per la salute associati al fumo delle normali bionde. "Le pur scarse evidenze a disposizione - tirano le somme Flouris e Oikonomou sul Bmj - indicano la presenza di vari composti tossici e cancerogeni nell'e-cigarette, anche se forse in quantità minori" rispetto a una sigaretta tradizionale. Gli e-consumatori sono avvisati.

 

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