Tumori: per bambini abusati rischio triplicato di cancro ai polmoni

Adelaide Terracciano | 25/01/2010 10:48

I bambini sottoposti ad abusi, emotivi, fisici, sessuali o testimoni di violenza domestica presentano un rischio triplo, rispetto agli altri coetanei, di sviluppare un cancro al polmone nella vita. E si ammala prima chi ha subito violenze più gravi. Ma la responsabilità non è solo del tabagismo, più frequente nelle persone che hanno subito forti stress nell'infanzia.

Lo indica uno studio su oltre 17.000 persone adulte, pubblicato su 'Bmc Public Health' e coordinato da David Brown. I piccoli che hanno subito violenza (definiti in inglese Adverse childhood experience, Ace) spesso cominciano a fumare precocemente, prima dei 14 anni. La sigaretta, attraverso l'azione psicoattiva della nicotina, viene vissuta come una sorta di auto-trattamento contro le turbe affettive, spiegano i ricercatori che hanno osservato una relazione da una parte tra il punteggio Ace (che misura i livelli di stress subiti) e il tabagismo, e dall'altra parte tra Ace e incidenza di cancro ai polmoni. Rispetto alle persone che non avevano subito abusi nell'infanzia, per chi aveva avuto problemi da moderati a gravi di stress il rischio di tumore si moltiplicava per tre. Inoltre, chi aveva un punteggio Ace particolarmente alto (abusi gravissimi) dichiarava il tumore polmonare 13 anni prima rispetto ai bambini con un'infanzia tranquilla. Una parte del problema è legata sicuramente al tabagismo. Ma il fumo non spiega tutti i dati, sottolineano i ricercatori che ipotizzano la presenza di altri meccanismi, tutti da indagare, attraverso i quali gli eventi traumatici dell'infanzia influiscono negativamente sulla salute.

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