H1N1, l’Oms si difende: l’industria farmaceutica non ci ha influenzati. In Italia 19 milioni di dosi inutilizzate da riciclare

Medicina Generale | Silvio Campione | 25/01/2010 14:39

Le politiche e gli interventi adottati dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di fronte alla pandemia di influenza A H1N1 ''non sono stati indebitamente influenzati dall'industria farmaceutica''.

Lo afferma l'Oms in una dichiarazione pubblicata a Ginevra in vista della sessione del Consiglio d'Europa sulla gestione della pandemia di influenza da parte dell'agenzia specializzata dell'Onu e sul ruolo che possono aver giocato le ditte farmaceutiche nel far scattare l'allarme. Il dibattito, inizialmente previsto per domani, è stato poi rinviato per far svolgere la discussione sulla situazione di Haiti. Per l'Oms la situazione è chiara: le affermazioni secondo le quali l'Organizzazione avrebbe creato una ''finta'' pandemia per servire gli interessi economici dell'industria sono ''scientificamente errate'' ed ''storicamente incorrette''.
''Il mondo deve far fronte ad una pandemia reale. Affermare che si tratta di una falsa pandemia è sbagliato ed irresponsabile'' insiste l'Oms precisando di essere ''favorevole ad ogni processo di riesame suscettibile di migliorare la nostra azione''. Entrando nel merito, l'Oms premette che la ''cooperazione mondiale con un vasto ventaglio di partners, anche del settore privato, è indispensabile al perseguimento degli obiettivi di salute pubblica'' e precisa che ''numerose precauzioni'' sono allestite per ''gestire i conflitti di interesse, reali o presunti, tra i membri di gruppi consultivi e comitati d'esperti'' dell'Oms. Inoltre - aggiunge - gli esperti sono chiamati a consegnare una dichiarazione sugli eventuali interessi professionali o finanziari che potrebbero nuocere all'imparzialità del loro parere. ''L'Oms ritiene importanti la questione del conflitto di interessi ed ha piena fiducia nell'indipendenza del suo processo decisionale riguardo l'influenza pandemica''. L'Oms - che ha dichiarato lo stato di pandemia lo scorso 11 giugno per l'influenza A H1N1 - ricorda che fornire un parere indipendente agli Stati Membri è una funzione ''molto importante'' dell'Organizzazione e afferma du prendere ''questa funzione molto sul serio ''vegliando a non subire l'influenza di indebiti interessi''. L'Oms ritraccia alcuni elementi della storia della pandemia H1N1 per la quale è stato raggiunto un altissimo livello d'allarme ed attenzione, mentre finora ha causato un totale di 14.000 decessi nel mondo. Le analisi hanno mostrato che il virus influenzale era ''molto diverso'' da quelli in circolazione ed i dati epidemiologici giunti da Messico, Usa e Canada - dove ha avuto inizio la pandemia - che si trasmette da persona a persona. I dati clinici mostravano che il virus poteva causare casi gravi e decessi. Poi sono stati osservata casi di ''una forma molto severa di polmonite virale primaria'', relativamente rari. La propagazione è stata ''eccezionalmente rapida'': si è passati da 9 paesi colpiti in aprile a 74 Stati o territori in giugno, saliti a 120 in luglio fino ad oltre 200. Intanto potrebbero essere in tutto 19 milioni le dose di vaccino di troppo per l'Italia. Il ministero della Salute, attraverso l'unità di crisi, sta valutando infatti cosa fare di nove milioni di vaccini già consegnati alle Regioni e di altri 10 milioni che non sono stati ancora prodotti. Lo ha confermato il ministro della salute Ferruccio Fazio spiegando che la questione è all'attenzione degli esperti del ministero, i quali hanno già affrontato il punto che verrà messo nell'ordine del giorno anche la prossima settimana. ''Giovedì, al massimo venerdì - ha detto Fazio - avremo un quadro più chiaro della situazione''. Le ipotesi di riposizionamento dell'ordine italiano, che ammonta complessivamente a 24 milioni di dosi, tutte ordinate alla Novartis con un contratto che ha suscitato accese polemiche, prevedono fra l'altro una rinegoziazione proprio di questo, con una rinuncia a 10 milioni da parte dell'Italia. Il ministro aveva anche parlato di una cessione all'Oms di altre 10 milioni di dosi. Rassicura intanto la situazione epidemiologica:''Non ci sono segnali di un nuovo picco dell'influenza A. Non dico che non possa avvenire ma per il momento non sembra'', ha detto il ministro. Restano gravi ma stabili le condizioni delle tre persone ricoverate con l'influenza A nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Molinette di Torino. Tutti e tre rimangono sottoposti al trattamento Ecmo, di respirazione extracorporea, previsto nei casi di influenza A.
 

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